Mostra

Scrivo della 82° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia che mi piace seguire da qualche anno attraverso la piattaforma Raiplay.

Permesso che sono andato varie volte alla mostra (il cui significato principale è presentare qualcosa alla vista altrui per essere osservato) del cinema a Venezia. Avere questo servizio Rai è interessante perché ti godi tutte le sfumature nonché anche le conferenze stampa da casa.

Una delle cose che ho seguito è stata la conferenza stampa del film di Luca Guadagnino After The Hunt (dopo la caccia) in cui ho trovato varie e interessanti riferimenti d’attenzione oltre ovviamente alla presenza di Julia Roberts che per la prima volta viene in questo contesto.

Si è parlato di strapotere, ovvero quella sensazione probabilmente meritata, guadagnata, dallo stesso regista.

Per prima cosa estraggo alcune dichiarazioni di Luca Guadagnino “Ognuno ha le sue verità. Guardiamo alle persone attraverso le loro verità. Non c’è una verità più importante delle altre.. ogni personaggio aumenta se stesso impersonificandosi in modo diverso da quello che è. (…) Può capitare di sentire qualcuno che dice una bugia. È sempre interessante cosa ci portiamo dietro senza saperlo. Cose che rappresentiamo senza essere consapevoli. Anche le bugie delle persone raccontano verità. (…) L’idea del potere, come e cosa vogliamo quando noi cerchiamo il potere, perché vogliamo il potere, perché noi lottiamo per avere il potere per togliere il potere agli altri punto è interessante esplorare questa lotta cieca tra le persone“.

Per quanto riguarda Julia Roberts ho tirato fuori solo questa frase “Abbiamo ciascuno un etichetta. Stiamo perdendo l’arte della conversazione tra noi nella nostra società” oltre al fatto di essere felice di essere a Venezia.

Quindi passo all’attore…. Che dice quando le nostre motivazioni sono invisibili anche a noi stessi, tutti noi non siamo persone che raccontano In modo affidabile le cose in una cultura in cui esiste la percezione della necessità di sopravvivere. E come sappiamo tutto l’essere umano si comporta in modo animalesco quando si è in una posizione dove c’è una questione di vita o di morte. Affascinante lavorare tra l’inconscio e il conscio”

Questi sono alcuni passaggi che riguardano il film che ancora io non ho visto. Mi affido a Claudia Catallila che fa una recensione su Wired di cui riporto un estratto

Ecco perché After The Hunt di Guadagnino è un’occasione sprecata. Un film sulle molestie all’università di Yale, con Julia Roberts e Andrew Garfield professori e amici intimi, in lotta per la stessa cattedra. Presentato fuori concorso a Venezia, esce al cinema a ottobre (…) Guadagnino non mira a firmare un giallo o un detection movie, bensì un dramma su alcune delle conseguenze di Me Too, politicamente corretto, cultura woke, inclusività & co. Ovvero i rischi di strumentalizzazione e vendetta personale da parte delle presunte vittime. Il problema è che lo fa in modo discutibile e a tratti presuntuoso, con una serie di giri di parole intellettualoidi, citazioni di filosofi e scrittori in ogni dove (persino sul comodino spunta Thomas Mann) e battute cartacee come: «Che ciò che è corretto non ti impedisca di fare ciò che è giusto». Pur essendo molto verboso, atmosfera e ritmo restano comunque intriganti, la storia si segue e funziona il proposito iniziale di disseminare dubbi e tratteggiare personaggi tutti controversi, così che la scoperta della verità risulti difficile e appassionante. Peccato però che film non abbia mai il coraggio di andare fino in fondo e tracciare una sua verità. Questo lasciare tutto sospeso, per rinviare al pubblico il dibattito – ha spiegato Julia Roberts -, sembra quasi una soluzione furba per non assumersi nessuna responsabilità di una posizione su un tema scottante quanto attuale come quello delle molestie. (da Wired)


Scuto Costarelli

Sto ascoltando il CD di Sonia Brex che si intitola NAIF pubblicato nel 2010, l’anno in cui ho realizzato un grande evento in via Scuto Costarelli, proprio dove abita l’artista, l’anno in cui qualche mese dopo mi sono separato dalla mia seconda moglie, e da quel dì sono cambiate molte cose.

La strada Via Scuto Costarelli a Catania non è intitolata a una singola figura storica, ma al nome di una famiglia nobile della città, i Scuto Costarelli, il cui nome è ancora oggi legato a vicende storiche e attività locali, anche se l’esatta origine del toponimo non è specificata. 

Sono arrivato alla traccia numero 12 Brex in bossa un brano che è una sorta di fiume in piena, come mi arrivano gli altri; li vedo minimalisti in una colonna sonora per un cocktail bar millenium. Brani che stuzzicano la curiosità, mi piace immaginare la produzione di ogni singola traccia. Che faceva Sonia, che pensava, come si sentiva, cosa aveva fatto un minuto prima e un minuto dopo, quale è stata la svolta, e/o tanto altro.

Questo è un CD che, il 26 agosto, la stessa Sonia mi ha regalato in occasione del mio compleanno, 66 anni. È stata una festa a casa mia, e pur con il caldo, nessuno degli ospiti si è distratto, tutti abbiamo ballato, direi: ci siamo divertiti.

Il tuo album Sonia è molto interessante scatena riferimenti a grandi musiche, potrei discorrere con te per ore. Una meditazione che evoca suoni del passato. Questa scaletta è come un parco di divertimento. I luna park sono aree con giostre, attrazioni e chioschi, mentre un parco di divertimento è un’area attrezzata, spesso a pagamento, con attrazioni e spettacoli gestiti da aziende private. quindi è più di una giostra, va oltre l’idea di un luna park.

Queste aggregazioni le vedo dove ognuno per i fatti suoi e poi tutti assieme, nell’insieme, producono un grande movimento fatto da tante situazioni, attrazioni, musiche, rumori, ticket e giri su giri. Arrivano suoni che provengono da più parti e tutti sono collegati da un vincolo familiare, spesso sono i componenti di una unica famiglia che gestisce più spazi, più emozioni in questo caso. Aggiungo, perché conosco poco pochino Sonia, con una impassibilità unica.

Mi occupo di teatro, sono stato due volte al Festival di Avignone che è un grande parco di divertimento dedicato all’arte della rappresentazione scenica. Trovo questa similitudine. Il pubblico in sala, gli artisti sul palcoscenico e anche qualche volta come faccio spesso io, in un interscambio.

Per continuare a fare una riflessione, una combinazione con NAIF di Sonia Brex voglio ascoltare una moltitudine di sguardi, una parata. Colloco nel mio immaginario questo CD allo spettacolo teatrale Dignità autonome di prostituzione di Luciano Melchionna, tratto dall’omonimo format di Betta Cianchini e Melchionna stesso, che ha debuttato nel 2007 a Napoli e che io ho visto più volte a Roma al teatro Ambra Jovinelli.

Tanti personaggi che si spostano dalla sala per poi tornare sul palcoscenico per il finale, tanti attori Antonella Elia: Strega Swing – Thyago Alves: La bolla di piacere – Tiziana Avarista: La madre – Paola Barale: La stregona – Gaia Benassi: La frigida – Lina Bernardi: La signora delle toilette
Giovanni Bussi: Il non voglio sapere – Giovanni Maria Buzzatti: Goran – Fabio Canino: Il cartomante – Betta Cianchini: Anja – Cinzia Cordella: L’Inevitabile – Diego D’Elia : L’Industriale – Rosaria D’Urso: Il dritto – Sylvia De Fanti: La francese – Valentina De Giovanni: L’Imbecille – Marco Mario De Notaris: L’Anarchico – Mirko Dettori: Sior Mirkaccio – Adelaide Di Bitonto: La mio fratello – Gennaro Di Colandrea: Giovanni Miccichè – Rino Di Martino: O’ prevete – Clio Evans: Wanda – Adriano Falivene: Gnegno AAnnarita Ferraro: Lolitina – David Gallarello: L’inquisitore – Sandro Giordano: Il Pompei – Cristina Golotta: La Carla – Irene Grasso: La Ritrattista – Gabriele Guerra: Cerebro – Her: L’Evidenza – Luigi Iacuzio: Il Condannato – Laccio: Il Ce n’è per tutti – Giulia Maulucci: La nuda gratuita – Gianluca Merolli: Il Nella – Momo: La povera pazza – Valerio Morigi: Er meccanico – Alessandra Muccioli: La Gelida – Gina Perna: La Grazia – Autilia Ranieri: L’Ennesima – Stefania Rocca: La Ribelle – Marcello Romolo : L’Orsacchiotto – Alessandro Russo: Il Conte Neri, ragno della vedova allegra – Daniele Russo: Lia – Paola Sambo: La Russa – Skuba: Il Rapper – Federica Stefanelli: La Giulietta – Sandro Stefanini: Il Militirgay – Pino Strabioli: Er Tonaca – Angelo Tantillo : L’Onanista – Serenella Tarsitano: La meglio di niente – Adele Tirante: Mademoiselle A – Giorgia Trasselli: Un’Altra

Sembra che mi sia perso. No. La creatività muove ed è possibile che ci perdiamo. Come per la creazione che nel risultato, l’ascolto, costruiamo un sentire diverso che può essere sia progressivo o in quel viaggiare senza meta e ogni volta in direzione diversa. Produce sempre qualcosa il quid sincero.

Mi piace soffermarmi su questo progetto di Sonia, mi sembra uno step interessante perché nei giorni scorsi entrambi ci siamo soffermati su un’idea di realizzazione che confluisce da nostri background e che punta a dedicare moltissima attenzione all’ascolto e al suo retro pensiero, che per me è la vera sostanza a cui ho dato un nome SOUND.

Sonia ha ascoltato le mie idee e la mia gioiosità portando in campo musiche che lei avendo vissuto per tanto tempo in Germania non conosceva. Ecco questa è la bellezza del variegare cioè di decidere fortemente di esplorare la vita il mondo e andare a contatto con personalità diverse, sguardi diversi e quando come nel caso cui mi auspico solide opportunità di realizzare un Pot-Pourri con magistrale potenza, questa combinazione può risultare vincente.

“Naïf” significa ingenuo, spontaneo, semplice e primitivo. Può riferirsi a una persona, un comportamento o un’opera artistica che esprime candore e naturalezza, non mediati da schemi o cultura accademica. In arte, l’arte naïf è prodotta da autodidatti che, senza legami con le tendenze culturali, rappresentano la vita quotidiana con un linguaggio poetico e original

Con questo auspicio abbraccio Sonia e qualsiasi altra persona che ha voglia di costruire con autentica interazione opere d’arte.

Veliero

È importante ricordare che possiamo sempre guardare le cose da diverse angolazioni. Anche quando crediamo di aver capito qualcosa, è utile provare a vederla da una prospettiva diversa, anche se inizialmente può sembrare strana o illogica. Quando leggiamo, non dovremmo concentrarci solo sull’autore, ma anche su come la sua opera ci aiuta a trovare la nostra voce e a sviluppare il nostro pensiero critico. In altre parole, è utile: Esplorare diverse prospettive: Anche se sembra controintuitivo o assurdo, provare a vedere le cose da punti di vista diversi può aprire nuove porte alla comprensione. Mettere in discussione le proprie certezze: Quando crediamo di sapere qualcosa, è utile sfidare le nostre convinzioni e cercare di vedere la situazione da un altro angolo. Trovare la propria voce: La lettura non dovrebbe essere un processo passivo di accettazione delle idee altrui, ma un’opportunità per confrontarsi con diversi punti di vista e formare il proprio pensiero. Ad esempio, il film “L’attimo fuggente” (Dead Poets Society) usa proprio questo concetto, quando il professor Keating incita i suoi studenti a guardare le cose da diverse angolazioni, persino salendo sulla cattedra per vedere il mondo da un’altra prospettiva. Questo esempio illustra come sia importante non rimanere bloccati in un’unica visione, ma cercare attivamente nuove strade per comprendere il mondo.

Cover

La traduzione di “Make You Feel My Love” di Bob Dylan è “Farti sentire il mio amore”. La canzone è stata pubblicata nel 1997 nell’album “Time Out of Mind”. Alcuni artisti l’hanno incisa anche con il titolo “To Make You Feel My Love”

Quando la pioggia ti soffia in faccia When the rain is blowing in your face E il mondo intero è dalla tua parte And the whole world is on your case Potrei offrirti un caloroso abbraccio I could offer you a warm embrace Per farti sentire il mio amore To make you feel my love

Quando appaiono le ombre della sera e le stelle When the evening shadows and the stars appear E non c’è nessuno lì ad asciugarti le lacrime And there is no one there to dry your tears Potrei trattenerti per un milione di anni I could hold you for a million years Per farti sentire il mio amore To make you feel my love

So che non hai ancora deciso I know you haven’t made your mind up yet Ma non ti farò mai del male But I will never do you wrong L’ho saputo dal momento in cui ci siamo incontrati I’ve known it from the moment that we met Nessun dubbio nella mia mente a cui appartieni No doubt in my mind where you belong

Morirei di fame, diventerei nero e blu I’d go hungry, I’d go black and blue Andrei a gattonare lungo il viale I’d go crawling down the avenue No, non c’è niente che non farei No, there’s nothing that I wouldn’t do Per farti sentire il mio amore To make you feel my love

Le tempeste infuriano sul mare agitato The storms are raging on the rolling sea E sull’autostrada del rimpianto And on the highway of regret I venti del cambiamento soffiano selvaggi e liberi The winds of change are blowing wild and free Non hai ancora visto niente come me You ain’t seen nothing like me yet

Potrei renderti felice, realizzare i tuoi sogni I could make you happy, make your dreams come true Niente che non farei Nothing that I wouldn’t do Vai fino ai confini della Terra per te Go to the ends of the Earth for you Per farti sentire il mio amore To make you feel my love Per farti sentire il mio amore To make you feel my love

Fonte: LyricFind

Cartolina

Mi piacerebbe arrivasse a te il mio punto di vista, il mio dispiacere, forse altro. Ci vuole tempo per capire, per capirsi, per capirci. Secondo me e ripeto secondo il mio punto di vista sono stato disturbato da una leggerezza emotiva che non riesco a interpretare. Il gap sta nel fatto che dal mio punto di vista è possibile e da un altro punto di vista non lo è. Tutto qui. Allora in questi casi invece di inveire e lamentarmi mi escludo con il beneficio di una riflessione. In più a complicare le cose ci sono vissuti personali a cui vuoi dedicare un tempo sano senza fretta o qualsiasi tipo di confusione. Tutto accade per una ragione, per me la più importante è l’evoluzione, stringere i denti e crescere, attraversare. Se non ci fosse un sentimento questi 15′ a scrivere li utilizzerei per altro. Invece anche se sto scrivendo come se fossi in punta di piedi in un tornante di montagna in salita desidero che ti arrivi la bellezza dell’imperfezione. Condivido un pensiero di una Monaca che stamattina ho ascoltato sul tema della “bellezza salverà il mondo” frase di Dostoevskij. La Monaca mi invita a riflettere sul potere della bellezza in tutte le sue sfaccettature e sul suo potenziale ruolo nella trasformazione del mondo, sottolineando l’importanza di cercare e coltivare la bellezza interiore e di valorizzare la bellezza che ci circonda. Buona giornata.

Devozione

Sono giorni voluminosi. Sto provando due spettacoli contemporaneamente. Tra qualche giorno saranno tre. Leggo su un post “La devozione è il terzo occhio, permette di vedere la luce nell’altro”. Ed è così. Continuo a scrivere il mio diario ogni giorno e rimane nel mio quaderno. Oggi grazie a questa immagine, catturata scendendo le scale dopo una di queste prove, e alla suddetta frase, ritorno su queste pagine per gratitudine e fede. 

Rafforzo il mio pensiero di stamattina come atto di devozione citando Anthony De Mello “L’apertura verso la verità, quali che siano le conseguenze, dovunque ci porti, senza sapere nemmeno dove ci porterà. Questa è la fede. Non una convinzione, ma la fede. Le convinzioni danno molta sicurezza, la fede è insicurezza. Non si sa dove si andrà a finire. Si è pronti a seguire e si è aperti, aperti a tutto! Si è pronti ad ascoltare.”