Una Famiglia Perfetta

Madè con Accura Teatro ci presentano un nuovo allestimento

Che tristezza povera mamma, e poi vi lamentate per me, come dovevo crescere io, con un padre che corre dietro ad ogni singola gonnella ed una madre che è la regina dell’Olimpo, capace di comandare sugli altri,  ma non comandare se stessa; che scaglia le proprie ire sulle amanti di Zeus e poi è sempre pronta a difenderlo pur di non accettare la realtà delle cose, una famiglia perfetta”  

Questa battuta, che risuona come viscerale, è scritta da Luana Rondinelli, e portata in scena dalla valentissima Egle Doria. La stessa che ci porta “io sono l’unica che vi dà la possibilità di dar spazio” in una forma che scolpisce il sentire dello spettatore con un retrogusto infinito, unita al talento di Barbara Gallo, Laura Giordani e la stessa Rondinelli, tutte supportate dalla inventiva scenica e sartoriale di Vincenzo La Mendola.

In Sicilia, a Catania ci sono tante compagnie teatrali. Si va a teatro dove in scena incontriamo amici, colleghi, per assistere alle novità, ogni passo avanti che un tuo vicino di casa fa. In questo caso per un viaggio tra Mito e psiche che rilegge, attraverso la regia di un inconfondibile Nicola Alberto Orofino, la contesa tra le dee Era, Atena e Afrodite come specchio della fragilità contemporanea. 

Il mio scrivere riguarda lo spettacolo “Il Pomo della Discordia” che racconta la piccola vendetta di Eris, dea della discordia, nella cornice della festa di nozze dell’eroe Peleo e della ninfa marina, Teti, figlia di Nereo.

Ma tu hai amato davvero mamma? Guardati (…) io sono il grido che hai trattenuto durante il parto” (…) “volevo liberarti dal caos…”, “sono io il caos mamma”.

Mi piace questa combinazione di ruoli, di battute connaturate. Seguo ogni istante, mi cattura, con quella attenzione che riconduco nell’adesso di questa scrittura descrittiva

Come quella di Era interpretata da Barbara Gallo attrice che stimo da anni e anni e che fionda l’aria con “in quello sguardo c’è una donna che non permette a nessun sentimento di entrare

O piuttosto la cartolina dipinta con una “Mela con lo zucchero la mangiavo quando ero bambina”. Sa di più di quanto si pensi

Da questo e tanto altro che porto a casa colgo innumerevoli meccanismi, dati affettivi, potremmo dire reminiscenze, nelle quali c’è massimo rilievo e rispetto al modo di pensare e di sentire dell’autore suddetta attraverso uno o più personaggi le cui fragilità e conflitti interiori sono esplorati in un viaggio nell’istintivo piacevole partecipare come è servito in sala “(le mele sono nascoste) tra i confetti nel buffet”.

Il Pomo della Discordia fa parte del più ampio progetto realizzato da Madè e denominato Il mondo salvato dalle ragazzine, destinatario del contributo dei Progetti Speciali 2025 Teatro del Ministero della Cultura.

Il Pomo della discordia è il seme del conflitto, il simbolo del caos dietro l’apparente bellezza. È la scintilla che costringe le protagoniste a guardarsi dentro, ad affrontare il buio dell’inconscio, luogo di paura ma anche di rinascita. Era è una regina sola, tradita e manipolata; Afrodite è bulimica, incapace di accettare il tempo che scorre; Atena, autolesionista, vede la sua logica piegarsi sotto il peso del trauma. È una discesa nell’ombra, necessaria per trasformarsi.

Dove porta la musica” questo è il sacramento, la modalità del regista Nicola Alberto Orofino. Non c’è spettacolo che abbia visto firmato dallo stesso in cui la musica non abbia fatto il suo ingresso trionfale, dove “Quizas quizas quizas di Osvaldo Farré” o con la stessa vocazione “Non dimenticar di Vittoria Mongardi”, i Newton Brothers, o per la chiusa con Fabrizio De Andrè marcano decisamente la scena in questo allestimento, fino a completarla con rumori ambientali da matrimonio a bordo piscina portandoci da teatro ad una scena da film. Sono effetti che in effetti chiamano l’applauso come il sorriso per un “Complesso di Edipo

Il Mito si fa specchio interiore: Eris, Atena, Afrodite ed Era incarnano, infatti, archetipi femminili universali (impazienza, potenza, bellezza, autorità). “Portare in scena questo Mito significa guardare dentro la nostra civiltà, cercando le chiavi che aprono i significati della contemporaneità”.

Sono dee prima di tutto”, mi dico con Francesco Nicolosi Fazio compagno di Laura Giordani con il quale mi sono trovato a fianco tra il pubblico.

A seguire c’è da seguire, sempre in tema al progetto “Il mondo salvato dalle ragazzine”, l’omaggio ad Elsa Morante con LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI CATERINA adattamento di Egle Doria e Laura Giordani

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