Figli

Sabrina racconta: «Quando le ho viste avvicinarsi, ho capito che stava succedendo qualcosa di nuovo, inaspettato».
Il riferimento è all’incontro tra Paola, sua figlia, e Gaia, figlia di Turi, avvenuto durante la sessione del laboratorio teatrale su Parola, Dialogo e Poesia in corso nel Teatro di Padre Pignataro organizzato da Associazione Capolavori.

Sabrina, accompagna Paola a gran parte degli incontri, e spontaneamente documenta attraverso fotografie le dinamiche di lavoro in teatro. Il suo ruolo si è integrato: osserva, registra, seleziona e restituisce. Le immagini diventano materiale utile sia per i partecipanti sia per Turi, che le utilizza per analisi, dialogo con terzi, restituzione di passione!!

Chi conosce questo laboratorio sa che non procede per imitazione ma per rivelazione graduale. Lo scorrere del lavoro è artigianale: richiede tempo, ascolto e continuità.

Turi Greco guida il lavoro senza schemi rigidi. Integra ciò che è, ciò che sa, ciò che scopre mentre il gruppo lo scopre. Il laboratorio è contemporaneità, niente è definito una volta per tutte; si modifica in relazione a chi partecipa e a ciò che emerge.

Il contributo di Sabrina parte da una verità: le sue foto aggiungono un livello di lettura che unisce realtà e percezione. Ogni scatto contiene l’adesso e la sua proiezione, il modo in cui viene guardato, la relazione immediata con l’esterno, cosa rara con questo agire.

Ogni partecipante sta costruendo le condizioni per una restituzione prevista il 16 gennaio 2026. Un momento in divenire di verifica e condivisione del lavoro svolto finora, con la possibilità che il percorso continui oltre quella data.

Durante la sessione sul tema dell’incontro, la presenza di Gaia ha generato l’esempio, un momento significativo: l’avvicinamento e l’abbraccio tra le due ragazze, tra due figlie. Anche questo registrato da Sabrina.

La mattina successiva, Sabrina ha inviato a Turi una selezione di fotografie tramite WhatsApp. Le immagini documentano: la disposizione dei partecipanti in sala, le fasi di ascolto e lettura, la concentrazione del gruppo, gli esercizi sul palcoscenico, le relazioni, i figli

Questa documentazione costituisce materiale utile per analizzare il lavoro svolto e per orientare le fasi successive. Grazie Sabrina!!

Il percorso che il gruppo sta attraversando può essere letto anche alla luce di alcune idee di Platone sull’educazione. In particolare: educare significa trasformare lo sguardo; il maestro guida, ma non impone; l’allievo deve voler imparare; la formazione richiede tappe, tempo e difficoltà; l’obiettivo è la libertà interiore, la conoscenza vera; chi sa ha il dovere di aiutare gli altri.

Una finestra particolarmente rilevante. La parola esercizio per Turi contiene: abnegazione, sfida, coraggio.

Il laboratorio proseguirà lavorando su questi aspetti, portando attenzione alla crescita individuale e collettiva, in vista della restituzione pubblica, e soprattutto di ciò che verrà dopo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *