Agnese

Agnese è andata via prima per i suoi impegni di formazione. Ha letto soltanto una battuta del copione, il suo sguardo diceva molto di più: sembrava contenere parole non dette, commenti non espressi come avrebbe voluto. Si percepiva il desiderio di rimanere, di restare nel contesto, di partecipare fino in fondo. Uno sguardo che porto adesso con me mentre scrivo; uno sguardo che racconta il richiamo alla propria natura, alla volontà di agire, di manifestare il proprio potenziale.

Ieri, 10 dicembre, è stato un nuovo giorno di laboratorio teatrale. Ho presentato il copione dal titolo “Io sono, nonostante tutto”, nato da varie esplorazioni e da volontà che si intrecciano tra conduzione e partecipazione. Un testo che porta con sé riflessioni accumulate negli anni e maturate lentamente fino ad arrivare oggi a scambiare “motivi” nell’accezione dell’intreccio esperienziale in questo spazio di macchinazione culturale

Il laboratorio è il luogo dove cinque attitudini dedicate alla parola, cinque persone diverse tra loro, si completano e realizzano un sogno comune.

Ieri si è aggiunta Gabriella, invitata da Agnese, presenza subito percepita come un folletto nel bosco per il suo sguardo sensibile.

Preziosissima la presenza di Sabrina, la mamma di Paola: ci dona i video di backstage, i suoi feedback, la sua attenzione generosa che lascia sempre un segno vivo nel gruppo, un retrogusto importante. Grazie!

Stiamo imparando a interagire, a muoverci nello spazio teatrale, a diventare attori e spettatori allo stesso tempo.”

Ieri il gruppo è rimasto seduto attorno ad un grande tavolo per una prova di lettura che ha tolto movimento fisico, ha dato scambio di ruoli, immaginazione, come muovere la drammaturgia in scena tra platea e palco. Abbiamo letto e riletto la partitura, alcune parti individuali, il frutto di incontri precedenti. Qualcosa si è mosso, lo spettacolo si sta costruendo.
Il mio intento è uscire dalla formalità, evocare, attraverso la rappresentazione, mondi che appartengono a ciascuno, trasformandoli in cultura viva, locale e universale insieme con una sperimentazione da partecipare al pubblico.

In questo cammino, si inseriscono le motivazioni iniziali del progetto, che rinnovo e custodisco:
Un Laboratorio Teatrale dedicato alla Parola, al Dialogo e alla Poesia, nato da una volontà profonda, da un atto di fede verso Sant’Agata e la Candelora dei Mastri Artigiani, un invito alla vita: portare in scena il potenziale che vive in ognuno di noi. Il potenziale è un campo di possibilità, un’energia invisibile che diventa presenza quando ci apriamo, doniamo, agiamo.

Questo laboratorio teatrale esplora la surrealità della realtà, dove la fantasia diventa cultura e la cultura, cura. La restituzione pubblica avverrà il 16 gennaio 2026: un punto di arrivo e, allo stesso tempo, un nuovo inizio.
L’obiettivo è semplice e immenso: trasformare la parola in gesto, la poesia in respiro, il dialogo in azione. Farli diventare linfa culturale viva.
E mentre tutto questo prende forma, lo scrivo come diario di bordo, ritorna alla mente lo sguardo di Agnese, che appartiene già al percorso, per allenare l’azione fuori da sé, per produrre altro. Uno sguardo che custodisce il potenziale mentre si prepara al rientro dopo un’ora non partecipata lontana dal gruppo di lavoro. Uno sguardo che esiste anche nell’attesa.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *