Spaziare generi.
Perlustrare armonie.
Incantare chiunque.
Spettacolare spazio.
Praticare ascolto.
Immaginare altro.
Sovrapporre stili.
Potenziare potenza.
Intonare musica.
Sono un DJ di pancia.
In tutti i sensi.
Porto esperienza vasta.
Amore.
Purezza.
Le sonorità camminano insieme.
Multietniche.
Multi-armoniche.
Questa musica
vuole far pensare
prima di trascinare.
Scene diverse.
Differenziare
è occasione.
Stamattina è bastato ridisegnare una parola: spaziare.
Unirla alla musica.
Da lì è nata una poesia. Poi un manifesto.
Non per caso, ma per una volontà inesorabile di andare
avanti.
Spostare l’ostacolo non significa evitarlo: significa ordinarlo, dargli
forma, renderlo autore della trasformazione.
Preparare un caffè sapendo di aver lavorato — davvero
lavorato —
per ampliare gli orizzonti,
per rendere dinamico ciò che tende a fermarsi,
per dare senso al movimento e, attraverso il movimento, dare senso alla vita.
C’è gioia in ogni cosa.
Gioia nelle salite e discese.
Gioia nello studio.
Gioia nella pratica.
Gioia nell’amore per sé.
Gioia dell’amore puro.
Questa è forza.
E la forza, quando è vera, cerca una traduzione.
Diventa immagine.
Si manifesta.
L’immagine nata stamattina
è il retro-pensiero di una missione
che diventa azione.
Il risultato non è il fine.
Il fine è muoversi.
Il resto arriva,
con i suoi tempi, nei suoi modi,
sempre coerenti.

