Da sempre trasformo la realtà in fantasia.
Non per fuggire, per attraversarla.
La fantasia è devozione,
è amore,
è libertà.
È uno sguardo che si allarga,
è stupirsi dove altri si fermano a guardare senza vedere.
È immaginare qualcuno dietro un muro,
dare un senso a un suono alle proprie spalle,
riconoscere un segno dove altri sentono solo rumore.
La fantasia è immedesimarsi in un presente
che non è presente per altri,
lo è profondamente per me.
È l’esaltazione di un pensiero che cresce,
di un colore che cambia forma,
di un fiume che si riempie mentre incontra il mare.
Scrivo nell’istante,
perché l’istante successivo potrebbe sfuggire a quello precedente.
E allora ancora scrivo,
ancora passo da una parte all’altra,
ancora mi ancoro.
Perché la fantasia è libertà, sì,
è anche responsabilità:
ciò che immagino
prima o poi
chiede di esistere.
