La chiarezza è una conquista. Lo è perché richiede tempo, esperienza, cadute, attraversamenti, ascolto, coraggio e trasformazione. Ogni essere umano, prima o poi, incontra il momento in cui deve fermarsi e domandarsi: Chi sono? Che cosa sono venuto a fare qui? Qual è la mia direzione? Quale contributo desidero offrire alla vita?
La chiarezza nasce proprio da queste domande. E quando arriva non porta necessariamente tutte le risposte. Porta una direzione. E spesso una direzione vale più di una risposta. Perché la chiarezza non consiste nel sapere tutto. Consiste nel riconoscere ciò che conta davvero. Nel distinguere ciò che appartiene alla propria vita da ciò che appartiene al rumore del mondo. Nel comprendere quali strumenti possediamo e quali possiamo sviluppare per esprimere al meglio la nostra esistenza.
Per questo la chiarezza è anche un invito. Un invito a vivere con maggiore autenticità. Con maggiore responsabilità. Con maggiore presenza.

Vogue Italia April 1995 ‘The Breakaways’ – Shalom Harlow by Mario Sorrenti
Nel Buddismo di Nichiren Daishonin uno degli aspetti che più mi affascina è il valore dell’esperienza vissuta. La rivoluzione umana. Quel processo continuo attraverso cui una persona manifesta sempre più profondamente la propria natura autentica.
Per me la fede coincide con la vita quotidiana. Con le telefonate o i messaggi che facciamo, inviamo. Con i progetti che costruiamo. Con le difficoltà che attraversiamo. Con la dignità che scegliamo. Con il rispetto che coltiviamo. Con la decisione di proseguire. La fede è anche incoraggiare se stessi per poter incoraggiare gli altri. È sviluppare una forza interiore che diventa esempio.
La fede è contribuire alla felicità delle persone che incontriamo. È partecipare attivamente alla trasformazione della vita.

Guy Bourdin
Sotto l’aspetto mistico ho compreso una cosa semplice. La chiarezza è l’anticipo di una vittoria. Non la vittoria già realizzata. Non il raccolto già visibile. L’anticipo. Come un seme affidato alla terra. Anche quando il terreno sembra immobile. Anche quando il germoglio resta invisibile. Anche quando il lavoro delle radici avviene lontano dagli occhi. La chiarezza continua a indicare la direzione.
E quando la direzione è chiara, la vita ha già iniziato a muoversi. Le energie si organizzano. Le persone arrivano. Le opportunità si manifestano. Le intuizioni trovano spazio. I progetti trovano la loro forma.
Per questo considero la chiarezza una delle più grandi fortune che una persona possa conquistare. Perché permette di proseguire. Di attraversare. Di restare fedeli alla propria ricerca.
La tenacia allora diventa bellezza. La bellezza di chi continua il cammino. La bellezza di chi sceglie di vivere pienamente. La bellezza di chi costruisce valore anche quando i risultati non sono ancora visibili.
Potrei raccontare molte delle esperienze che sto vivendo in questo periodo. Le sfide. Le soddisfazioni. Gli incontri. Le intuizioni. I progetti che prendono forma.
Oggi sento soprattutto gratitudine. So che ogni esperienza sta contribuendo alla mia rivoluzione umana. So che ogni passo compiuto con sincerità lascia una traccia. So che ogni seme affidato alla vita continua il proprio lavoro.
La chiarezza è una conquista. La chiarezza è una direzione. La chiarezza è un invito.
E forse, proprio per questo, è già una forma di vittoria. Vittoria il nome della mia prima nipote


