Un silenzioso ascoltare.
Prima delle parole, prima delle risposte, prima delle conclusioni.
Un silenzioso proseguire.
Anche quando il corpo rallenta, anche quando il paesaggio cambia, anche quando il risultato tarda ad arrivare.
Un silenzioso trasformare.
Senza clamore.
Senza dimostrare nulla.
Lasciando che ogni esperienza diventi materia viva.
Un silenzioso riconoscere.
Riconoscere le persone.
I segnali.
Le occasioni.
I propri limiti.
La propria forza.
La direzione.
Oltre le conferme riconosco ciò che esiste già.
La chiarezza è una conquista.
L’ascolto è una disciplina.
Il proseguire è una scelta.
La trasformazione è la naturale conseguenza.
È la quieta determinazione.
Quella che non ha bisogno di fare rumore per continuare a camminare.
Sotto l’aspetto spirituale ho compreso una cosa semplice.
La chiarezza è l’anticipo di una vittoria.
Non della vittoria già realizzata.
Dell’orientamento che la rende possibile.
Quando la direzione è chiara, la vita comincia già a muoversi.
Il risultato, quando arriverà, sarà soltanto la parte visibile di un lavoro silenzioso iniziato molto tempo prima.
Come un seme piantato a settecento metri di profondità.
Il germoglio che oggi comincio a vedere nasce da quel lavoro invisibile.
La parte più importante della vita cresce lontano dagli occhi, finché un giorno diventa evidente anche agli altri.
Le fotografie che accompagnano queste parole raccontano proprio questo.
La prima ritrae il nuovo Comitato di Presidenza del Teatro Stabile di Catania.
La seconda è la prima prova di Sant’Aituzza mia.
Due immagini diverse. Una istituzionale. L’altra creatività che si muove. Eppure entrambe parlano della stessa cosa.
Ogni risultato nasce molto prima del momento in cui diventa visibile.
Nasce dall’ascolto. Dalla fiducia. Dalle relazioni. Dal lavoro condiviso.
Da quel silenzioso proseguire che, giorno dopo giorno, trasforma un’intuizione in realtà.
Questo post non parla del Teatro Stabile, non parla di Sant’Aituzza mia, non parla nemmeno di me.
Parla di come nasce una vita autentica.

