Godersi per godere

La maturità non è vivere giornate senza problemi. È impedire che un problema diventi l’unico protagonista della giornata.

In questi giorni c’è il caldo che rallenta il corpo, la stanchezza che si fa sentire, le prove di due spettacoli, i video da montare fino a tarda sera, le telefonate, le riunioni, le bozze da correggere, i progetti che si intrecciano.

A proposito del video di presentazione di AVAMPOSTO: Rileggendo il messaggio di mia cugina mi sono accorto che contiene due piani diversi. Il primo è un gusto personale, e quello rimane suo. Il secondo, invece, contiene un’intuizione artistica che merita attenzione.

Quando scrive che AVAMPOSTO vive “tra il sogno e la realtà“, oppure che “più scarno è, più sarà bello“, non mi sembra che stia giudicando il mio lavoro. Mi sembra piuttosto che stia raccontando l’immagine che quello spettacolo le ha evocato. Ed è qui che nasce una riflessione. Qualche giorno fa ho scritto a Plinio che desidero mettermi nelle mani di un regista. L’ho scelto proprio perché è un professionista, perché ha fatto della regia il suo mestiere e il suo sguardo. Per questo credo che sia importante custodire questa intuizione senza trasformarla immediatamente in un’indicazione di regia. Un autore raccoglie impressioni. Un regista costruisce una direzione. Io voglio continuare a raccogliere tutto ciò che la vita mi restituisce: emozioni, immagini, musica, osservazioni. Poi desidero che sia il lavoro condiviso con il regista a decidere cosa rimane e cosa viene lasciato andare. Forse è proprio questo il significato dell’affidarsi. Non smettere di ascoltare. Scegliere con cura quando un ascolto deve diventare materia di lavoro.
 
Proseguire. C’è la poltrona di casa. C’è il cassetto aperto. Ci sono i piccoli riti quotidiani che, insieme ai grandi passaggi, costruiscono una vita. 

E poi ci sono le decisioni, senza consegnare agli altri il timone delle mie decisioni.

Per una vita ho cercato il pubblico. Adesso desidero incontrare fino in fondo il personaggio che porto dentro di me. Il pubblico arriverà di conseguenza.

Ogni giorno continuo a scrivere questo diario. Mi accorgo che assomiglia sempre di più al diario di un esploratore.

Mi torna in mente Balla coi lupi: il protagonista, interpretato da Kevin Costner, annota ciò che vive per comprendere il territorio che attraversa. Anch’io scrivo per questo. Per assaporare il tempo. Per trasformarlo in pietre miliari. Ogni appunto diventa un orientamento. Ogni esperienza diventa una direzione. La preparazione costruisce la tecnica. L’intuito costruisce l’opera. L’accettazione dell’intemperanza costruisce le relazioni.

La curiosità non è cercare qualcuno che confermi ciò che penso. È avere il coraggio di incontrare davvero chi ho davanti. Oggi aggiungo un’altra frase: godersi per godere.

Godersi il lavoro mentre nasce. Godersi la fatica mentre costruisce. Godersi perfino l’attesa. Perché il risultato è soltanto la parte visibile di un cammino molto più profondo. Il resto cresce in silenzio. E continua a crescere anche quando nessuno lo vede.

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