Da Il valore della dignità a Sant’Aituzza mia: due tappe di un percorso che continua. Il 23 luglio 2022 andava in scena il primo spettacolo in assoluto realizzato nell’ambito di Palcoscenico Catania
Oggi questo è l’essenza di un bene comune. Il teatro, per me, nasce dall’incontro con le persone. Da un movimento culturale che guarda alla comunità nella sua interezza e che prova a dare forma a ciò che spesso rimane nascosto, silenzioso, invisibile. Attraverso Sant’Aituzza mia, quel percorso continua a trasformarsi e costruire realtà non solo per il territorio in collaborazione con Associazione Statale 114, Associazione Terre Forti e Associazione Capolavori. Alla parola «inclusione», preferisco parlare di partecipazione, di incontro, di energia. Persone che si incontrano e, attraverso quell’abbraccio culturale ogni volt diverso, diventano rappresentazione di sé stesse.
Il link racconta ieri, il video racconta oggi un momento delle prove dello spettacolo che debutta il 26 luglio 2026 a Librino.
Le locandine raccontano due tappe.

In mezzo c’è il lavoro. E c’è una frase che mi torna spesso alla mente: «mai che le cose sono semplici.» Perché ciò che appare semplice, spesso, è il risultato di una grande ricerca, di una lunga elaborazione, di un lavoro che non sempre si vede. Agli occhi degli altri può sembrare semplice mettere insieme le persone, costruire un gruppo, trasformare storie diverse in uno spettacolo. Dietro ci sono il tempo, la ricerca, le relazioni, le difficoltà, le intuizioni, gli errori, la fatica e la necessità di ricominciare ogni volta. Ci sono storie, differenze, fragilità, energie e possibilità di trasformare tutto questo in qualcosa che prima non esisteva. Questo, per me, il senso del teatro: creare condizioni perché una comunità possa, per un momento, rappresentare sé stessa. Da Il valore della dignità a Sant’Aituzza mia. Il percorso continua.

Anche grazie a te, mamma (nonna, bisnonna) nel giorno del tuo compleanno

