Tempi

Alzo gli occhi dal balcone e ti incontro.

Non soltanto con la luce. Con la tua forma. Con la tua essenza. Luna. Da sempre parlo con te. Da sempre ricevo risposte. Non pratiche. Sottili. Profonde. Quasi invisibili. Ti vedo comparire lentamente dietro il profilo del palazzo mentre seduto su una sdraio del mio balcone posso essere tutto ciò che posso pensare ed essere.
Non tutto richiede movimento. Alcune cose chiedono attenzione. Come il messaggio che poco fa ho scritto a Turi. Ogni parola cercava il suo posto. Anche questo è lavoro. Anche questo è vita.
 
Luna, tu adesso mi vedi qui, nel mio balcone. Oggi potrei essere al mare. Potrei mangiare un piatto di linguine ai ricci. Ieri dicevo che non servono soltanto cinquanta euro. Serve qualcosa che ti porti via. Io, invece, oggi scelgo di non farmi portare via. Preferisco armonizzare il tempo. Perché il tempo si spreca nella fretta, nella paura. Nella continua rincorsa. Il tempo, invece, può essere abitato. Con tutte le sue possibilità. Con tutte le sue incognite.
Intanto la Luna sale ancora. Diventa più visibile. E io le dico grazie, mentre i miei pensieri trovano un ordine. E forse è proprio questo il dono. Vedere con maggiore chiarezza ciò che i tempi maturano.
 
E quando i tempi smettono di essere tanti e diventano un tempo solo, alzo gli occhi… e ci sei tu, Luna.
 

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