Lo sguardo è la proiezione di un sentimento, di un’attenzione.
Lo sguardo fa tutto, perché nello sguardo vive un’inclinazione, una distanza, un sapore, una prospettiva. Vive l’empatia, la cura dei dettagli, la capacità di riconoscere ciò che spesso passa inosservato.
Lo sguardo è tutto.
Scrivo queste parole per ringraziare l’Universo, che ogni volta, attraverso quella sapiente donazione continua che è la mia vita di abnegazione nei confronti della mia missione, mi conduce all’incontro con persone capaci di aggiungere bellezza al cammino.
Il 7 agosto, durante il giro tecnico di preparazione per la nostra prossima rappresentazione itinerante di “Sant’Aituzza mia”, che si terrà il 17 agosto alle 23:45, abbiamo incontrato Arianna, una ragazza spagnola, amica di Alessandra, che ci ha accompagnato in alcuni dei luoghi nei quali ci fermeremo per raccontare la storia di Sant’Agata.
Il percorso si svilupperà, in questo ordine, attraverso Piazza Università, Piazza Duomo/Porta Uzeda, l’Altarino di Sant’Agata in Via Dusmet, Via Museo Biscari, Piazza Vincenzo Bellini, i Quattro Canti di Via Etnea, Via dei Crociferi, Piazza Mazzini e, infine, il Sagrato del Duomo. Nove luoghi che diventeranno nove quadri di un unico grande racconto.
Abbiamo fatto alcune fotografie e poi Arianna si è offerta spontaneamente di fotografarci proprio in quei set che saranno parte della nostra narrazione.
Alessandra, successivamente, mi ha inoltrato le fotografie scattate da Arianna, aiutandomi così a raccogliere e custodire queste immagini.
Arianna, a te va la mia infinita e pubblica ammirazione, insieme alla più sincera gratitudine. Perché quello che hai fatto non è soltanto una serie di fotografie.
È una testimonianza.
È un’impronta.
È l’imprinting di una grande gioia.
È la capacità di fermare, attraverso uno sguardo, qualcosa che altrimenti sarebbe rimasto soltanto nell’istante. E per questo scelgo di pubblicare queste parole anche in spagnolo: perché il modo più immediato che ho per ringraziarti è raggiungerti nella tua lingua e riconoscere pubblicamente il valore del tuo gesto.
Forse è proprio questa la risposta dell’Universo: muovere le cose, avvicinare le persone, creare incontri e coincidenze in funzione della bellezza stessa delle cose.
E quando questo accade, non resta che riconoscerlo.
Grazie, Arianna. Per il tuo sguardo. Per la tua sensibilità.
Per aver visto, e averci aiutato a riconoscere la nostra immaginazione.
La mirada es la proyección de un sentimiento, de una atención.
La mirada lo hace todo, porque en ella viven una inclinación, una distancia, un sabor, una perspectiva. En ella viven la empatía, el cuidado de los detalles, la capacidad de reconocer aquello que muchas veces pasa desapercibido.
La mirada lo es todo.
Escribo estas palabras para dar las gracias al Universo, que cada vez, a través de esa sabia y continua donación que es mi vida de entrega a mi misión, me lleva a encontrar personas capaces de añadir belleza al camino.
El 7 de agosto, durante el recorrido técnico de preparación para nuestra próxima representación itinerante de “Sant’Aituzza mia”, que tendrá lugar el 17 de agosto a las 23:45, conocimos a Arianna, una chica española, amiga de Alessandra, que nos acompañó por algunos de los lugares donde nos detendremos para contar la historia de Santa Águeda.
El recorrido se desarrollará, en este orden, por Piazza Università, Piazza Duomo/Porta Uzeda, el Altarito de Santa Águeda en Via Dusmet, Via Museo Biscari, Piazza Vincenzo Bellini, los Quattro Canti de Via Etnea, Via dei Crociferi, Piazza Mazzini y, finalmente, el atrio de la Catedral.
Nueve lugares que se convertirán en nueve cuadros de un único gran relato.
Hicimos algunas fotografías y después Arianna se ofreció espontáneamente a fotografiarnos precisamente en aquellos lugares que formarán parte de nuestra narración.
Posteriormente, Alessandra me envió las fotografías realizadas por Arianna, ayudándome así a reunir y conservar estas imágenes.
Arianna, quiero expresarte públicamente toda mi admiración y mi más sincera gratitud.
Porque lo que hiciste no fue simplemente hacer unas fotografías.
Es un testimonio.
Es una huella.
Es la impronta de una gran alegría.
Es la capacidad de detener, a través de una mirada, algo que de otro modo habría quedado solamente en el instante.
Por eso he querido publicar estas palabras también en español: porque la forma más inmediata que tengo de darte las gracias es llegar hasta ti en tu propia lengua y reconocer públicamente el valor de tu gesto.
Quizás esta sea precisamente la respuesta del Universo: mover las cosas, acercar a las personas, crear encuentros y coincidencias en función de la belleza misma de las cosas.
Y cuando esto sucede, solo queda reconocerlo.
Gracias, Arianna.
Por tu mirada.
Por tu sensibilidad.
Por haber visto y por habernos ayudado a reconocer nuestra imaginación.
























