I Rizzari

La musica, quando incontra un luogo, indossa tutto ciò che appartiene a quello spazio.
E quando la musica è dialogante, perché nutrita in quel senso, l’effetto può diventare qualcosa di davvero bellissimo.

Le compilation sono come delle poesie estemporanee che nascono per accompagnare uno stato d’animo.
Non servono a riempire un vuoto, ma a creare un’atmosfera, una presenza sottile. Funzionano quando trovano ascolto, attenzione, intimità. Se intorno prevalgono la distrazione, le chiacchiere, il continuo movimento delle persone, certe sfumature inevitabilmente si disperdono. Ma forse è anche questo il senso della musica: capire quando deve stare al centro e quando invece deve semplicemente respirare insieme a ciò che accade.

Domenica 10 maggio avrei dovuto suonare live ai Rizzari, a Brucoli. Poi la situazione è cambiata e quella dimensione dal vivo non si è potuta realizzare. Viviana allora mi ha chiesto di preparare una compilation audio di circa due ore. Mi ha indicato alcuni brani che sentiva vicini al clima della serata, e io ne ho aggiunti altri, armonizzandoli attraverso mixaggi e passaggi pensati per costruire un racconto musicale coerente e aperto a infiniti collegamenti, a infiniti abbracci.

Alcune delle musiche nate dentro quella compilation le ho ritrovate quasi in contemporanea dentro un mio dj set pomeridiano a Catania, durante un aperitivo per i locali di Piazza Indirizzo.
Ed è stata una coincidenza molto particolare, perché nello stesso momento Viviana Valente stava presentando nel suo ristorante il suo progetto politico “Brucoli merita voce anche per chi ci vive per chi ci lavora; elezioni amministrative 24 e 25 maggio 2026; candidata al consiglio comunale con il Partito Democratico in vista delle prossime elezioni“. Due situazioni diverse, ma attraversate entrambe da una stessa energia creativa e da una comune tensione verso qualcosa da costruire.

Chi mi conosce sa quanto io ami Brucoli e quanto riesca facilmente a immaginarmi lì a lavorare sulla musica, sulle atmosfere, sulle contaminazioni. Perché per me il dj set non è mai un genere preciso: è un racconto che cambia continuamente.
L’altra sera, anche ispirato dall’immagine dei Rizzari — quella barca sulla spiaggia così semplice e allo stesso tempo così spiazzante — sono passato dalla musica italiana alle colonne sonore, dal rock alla dance, fino alla classica. Senza barriere.
In fondo il lavoro del dj, soprattutto durante una riunione o una festa, è proprio questo: percepire la situazione, intercettare le persone, cambiare direzione senza perdere il senso del viaggio.

Conosco Viviana da tanti anni, e forse una delle cose che più riconosco nel suo modo di portare avanti i Rizzari è questa combinazione rara di leggerezza e determinazione. Obiettivi chiari, ma senza rigidità. Visione, ma senza bisogno di ostentarla.
Forse la vera sfida è proprio lì: riuscire a restare coerenti senza diventare pesanti.
Come certa musica.
Come certi luoghi sul mare.
E allora succede che un artista incontri un’altra artista, e che ambizioni, sensibilità e determinazione finiscano per intrecciarsi naturalmente. In questa bellezza riconosco anche una forma di tenacia condivisa.

Auguro a Viviana di realizzare il suo sogno politico e di riuscire a contribuire ancora di più, attraverso il suo impegno, a ciò che ama e che rappresenta per lei Brucoli.
E nel ringraziare lei, finisco anche per ringraziare me stesso, per continuare a credere con ostinazione nelle connessioni autentiche, nella musica e nelle visioni che meritano di essere accompagnate nel tempo.

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