La verità sta dentro a un copione.
La verità è scegliere. La verità è lottare, se mi è consentito usare questa parola. Lottare significa sforzarsi, sfidarsi, mettersi continuamente alla prova con tenacia, con vocazione, con abnegazione. Talmente tanto che, a volte, ci si stordisce.
Eppure la verità vuole questa, tra virgolette, fatica. Vuole tutto l’amore del mondo. E quando la si attraversa fino in fondo, emerge.
Ecco perché, quando ripenso alle mie scelte e rileggo il mio copione Avamposto, mi accorgo che quella verità non era già lì, pronta. È emersa attraverso tantissime scelte, direzioni, scritture, attraverso riscritture, dubbi, decisioni, ripensamenti, stanchezza e nuove intuizioni.
Avamposto è partito, come bene o male partono tutti i miei lavori, da una necessità. Una necessità che nel tempo ha cercato una forma.
Oggi mi trovo davanti a un testo che considero quasi definitivo: armonia, storia, qualità, sostegno reciproco tra le parti. Non perché pensi che non possa più essere toccato, ma perché sento che ha raggiunto una sua condizione di equilibrio.
E forse è proprio questo che significa, per me, cercare la verità dentro un copione: arrivare a un momento in cui il testo non ha più bisogno che sia io a spiegare ciò che contiene. Comincia a stare in piedi da solo.
La verità non è necessariamente qualcosa che possediamo prima di cominciare. A volte è qualcosa che si rivela mentre agiamo, lavoriamo.
Emerge dalla passione, fatica, dal dubbio, dalla stanchezza. Emerge anche dalla decisione di continuare quando sarebbe più semplice fermarsi. Emerge dall’attraversamento.
Per questo la verità può persino stordire. Ma quelle conseguenze non sono necessariamente un errore del percorso. Possono essere parte del percorso stesso.
La verità, quando viene cercata con amore, tenacia, vocazione e abnegazione, non ha bisogno di essere proclamata. Emerge.
E quando emerge, non vince perché è più forte degli altri. Vince perché, alla fine, è quella che riesce a rimanere.
Forse è questo che oggi riconosco rileggendo Avamposto: non la certezza di essere arrivato, ma la sensazione di aver attraversato abbastanza strada perché qualcosa di autentico potesse finalmente mostrarsi. Ed è bello per questo.
Perché la verità, quando trova la sua forma, vince sempre su tutto.

