Vale la pena fare il lavoro che faccio perché, pur nei suoi limiti, contiene il gusto dell’attraversamento. Ogni volta che si supera un confine, la restituzione è potente, reale. Questa potenza si accorda con tutte le altre potenze del mondo: con le persone appassionate come me, con chi è ossessionato dall’arte, con chi attraversa ostacoli, intemperie, dolori reumatici o qualsiasi forma di perdizione.
Tutti loro meritano un plauso, perché nel rapporto con la sincerità poetica nasce un flusso di energia che è qualcosa di raro. Un’energia che arriva in spazi inesplorati e in spazi già attraversati, e raggiunge le persone.
È di questo che parlo: di questa gioia, di questa soddisfazione profonda. “Io posso, nonostante tutto” Teatro Padre Pignataro 16 gennaio 2026

