Acqua

Intercetto elaborazione
Intercetto ogni ambizione
Intercetto uno sguardo
Intercetto un bisogno
Intercetto la realtà
Intercetto la fantasia
Intercetto ogni vocazione
Intercetto
Intercetto una canzone
Intercetto senza
Intercetto con
Intercetto le necessità
Intercetto le distanze
Intercetto abbondanza
Intercetto sostanza
Intercetto le allusioni
Intercetto le contraddizioni
Intercetto educazione
Intercetto ogni contrario
Intercetto adesso
Intercetto amore

Mary Ellen Bartley · Reading in Color #21, from the series Reading in Color, 2020.

Prosa e sunto esplicativo

Intercetto è un processo.
Un vagito mentale: la poesia nasce sull’onda della libertà.
Sembra partire da un’idea, invece all’inizio è solo una parola.

Arriva a flusso, senza preavviso. Chiede spazio, chiede “sazio”.
Durante un gesto quotidiano, pulire le stoviglie della colazione, passare una pezza umida, quella libertà di vivere e recepire lascia emergere una parola. Da lì, il resto si è semplicemente disposto.

passare una pezza umida, quella libertà di vivere e recepire lascia emergere una parola. Da lì, il resto si è semplicemente disposto.

La sequenza non racconta: registra.
Intercetta ciò che passa, ciò che resta, ciò che contraddice.
Chi legge distrattamente può scivolare sul ritmo, ma qualcosa insiste e chiede di essere riletto — come fanno certe parole quando non vogliono essere usate, ma attraversate.

Acqua è arrivata dopo, elemento, titolo, tassello, cornice.
No chiave, stato: ciò che tiene insieme senza farsi vedere.

Il resto teniamolo per noi.
A chi ascolta, forse, arriva una conferma.
Il coraggio, quando è vero, non ha bisogno di spiegarsi.

2 risposte a “Acqua”

  1. Se dovessi descrivere turi in una parola userei :
    Dirompente

    In 3 parole direi :
    Turbolento
    Et centrico
    Propellente

    Per arrivare a 7 conierei:
    Calamitico
    Generetico
    ProficuoProfundo

  2. Dal caos
    una quiete magnetica,
    luce.
    Energia viva, baricentro di un motore pachidermico, simpatico,
    scoppiettante, agile
    come Erik Cavanaugh,
    nel vivere piani d’età paralleli.
    In un mondo abitato da mostri comuni
    esiste un’opportunità di pace,
    di equilibrio:
    lo scherno viene attraversato,
    ce lo facciamo bastare,
    ingordi in fila a consegnare vuoti.
    Oltre le etichette,
    le tracce che nutro sono di scambio,
    fresche, irraggiungibili.
    Nutrono: contento, contenuto.
    Tu te ne accorgi, Sa’, e lo narri.
    Io che faccio? Strabuzzo.
    Il resto sono complicazioni della mente,
    nel mentre.

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