Promessa

L’alba come allenamento
La grammatura di ogni sforzo diventa, giorno dopo giorno, sempre più preziosa.
Le parole che stamattina ho scritto sul mio diario cartaceo diventano l’ouverture di una magnificenza, perché sono sincere, reali, definite. Sono momenti di grande equilibrio e devozione: prima di tutto verso me stesso, verso ciò che ho dentro e verso tutto ciò che mi circonda, tutto ciò che è attivo nel rapporto con il mio essere.
L’alba è sempre un punto di inizio.
È il luogo della trasformazione.
È l’approdo di un nuovo approccio, la consacrazione di una determinazione che procede.
Le parole del mio diario potrebbero sembrare vuote se non le accoppiassi realmente a queste immagini ad una fede profonda.

Guardando questa alba, la gradazione della luce che cresce, tutto acquista un significato.
Perché mi sveglio anche quando sono nervoso, con la bocca impastata e la testa piena di pensieri. Eppure reagisco.
Mi alzo.
Faccio colazione.
Cerco una strada.
Anche quando l’impervia situazione non me ne mostra nessuna e sembra soltanto voler costruire un ostacolo davanti a me.
E quell’ostacolo io provo a trasformarlo.
Lo trasformo in magia.
Lo trasformo in una pozione magica per la mia rivoluzione.

Perché tutto questo o lo costruisci, oppure non lo puoi realizzare schioccando le dita.
È un allenamento continuo.
Un allenamento purtroppo costellato di stop, di muri, di fraintendimenti, di mancanza di denaro, di cose da pagare, di prescrizioni e questioni che arrivano dalla vita privata.

Forse l’artista è proprio questo: un groviglio ricchissimo di mille sfaccettature.
Da una parte la passione, l’intuizione, la creatività.
Dall’altra le problematiche, la solitudine, il reddito, la materia concreta dell’esistenza.

E allora tirare dritto, superare gli ostacoli, non significa soltanto creare il proprio spettacolo.
Significa trasformarlo in esperienza.
Significa renderlo fruibile, abitabile, attraversabile da un pubblico che, entrando in quello spazio, possa portarsi a casa qualcosa.

Avamposto dal 22 ottobre 2026: non soltanto è un progetto culturale è una rappresentazione teatrale. Una traccia. Una possibilità.
Una lungimirante poesia.

E forse è proprio questo che racconta l’alba: non che tutto sia già luminoso, ma che la luce sta arrivando, la bellezza, la chiarezza si manifestano, il copione diventa spettacolo come la vita.
E che io, nel frattempo, sono già in piedi.

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