Creare

Parto dal concetto di Nicchia: quello spazio fragile e prezioso dove il nuovo può nascere, dove il pensiero resta puro, dove i sogni respirano prima di diventare per tutti o convenzione.

Un luogo piccolo, per pochi, ma necessario all’umanità — perché ogni scoperta, ogni rivoluzione, ogni atto creativo nasce sempre da lì, da un gesto di nicchia.

Oggi quel pensiero si trasforma in azione che definirei il susseguirsi, il ritmo segreto del tempo

Ho sempre sentito di appartenere a uno spazio sospeso — tra il reale e il surreale, tra l’avanguardia e il contemporaneo.
Un luogo piccolo, intimo, dove nascono le idee prima che diventino di tutti: la nicchia, spazio di sperimentazione e ascolto, dove la creatività si coltiva lontano dal rumore.

Essere “di nicchia” per me è stato un modo di stare al mondo.
Un modo di guardare oltre, un modo per creare indipendentemente prima che qualcosa diventi televisione o istituzione.
E ogni volta che quella nicchia si allargava, che il mio spazio diventava ufficialità, io mi accorgevo di essere già altrove — perché la mia natura è stare dove tutto ancora deve nascere.

Ricordo un giorno, nel 2017, quando raccontai alla mia amica Francesca, avvocato, il sogno di fondare un’associazione culturale chiamata “Capolavori”, dedicata ai miei nipoti, ai miei piccoli capolavori, figli di CAPOLAVORI.
Lei mi presentò un noto commercialista, ma quell’incontro fu una grande delusione.
Tra dubbi, sarcasmi e una certa sciatteria mentale, entrambi cercarono di demolire l’idea.
Come se la mia visione fosse un capriccio, non un sogno.
Uscì da quell’incontro ferito, ma non arreso.
Perché chi vive nella nicchia sa che il sogno non si spegne: cambia forma, si nasconde, ma resta vivo.

Oggi, 12 novembre 2025, camminando verso il liceo De Felice di Catania dove presenterò il mio spettacolo L’ALTRO IERI, penso a quel giorno.
E sorrido.

Inoltre perché questa sera alle 19:30 ci sarà il primo incontro del laboratorio da me condotto — un percorso dedicato alla parola, al dialogo, alla poesia.
Un progetto che punta al potenziale di ognuno partendo dal singolo, arrivando al gruppo, con il desiderio di costruire insieme uno spettacolo che parli di pace, di altruismo, di sogno condiviso.

Quell’altruismo che allora dalla mia amica e da quel commercialista non venne capito. Associazione Culturale Capolavori da gennaio 2019 esiste, produce, costruisce ogni giorno uno suo spazio nell società.

Perché la vera tristezza non è nel fallimento, ma nella sciatteria di chi non sa più credere nei sogni.

La sciatteria è una forma di povertà emotiva, una frustrazione che si traveste da realismo.
Chi crea, chi sogna, chi osa — non può permettersi di essere sciattamente realista.

Viviamo in tempi ipnotici.
Oggi una ragazza su TikTok raccontava di aver cambiato festa perché quella in cui era sembrava una festa di “truppe cammellate”: una ragazza giovane già stanca da persone ipnotizzate da sensazioni vuote, dominate da un entusiasmo senza senso.
E ho pensato che aveva ragione.
Oggi spesso si preferisce l’ipnotizzatore al creatore.
Si segue chi intrattiene, non chi apre strade.

Io resto fedele alla mia nicchia.
Perché la nicchia è il luogo dove il sogno non ha ancora paura.
È il respiro prima della voce.
È l’idea prima della moda.
È il seme di ogni possibile rinascita.

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