Sant’Agata 2026

Artigianato, fede e identità: nuovi mondi che si incontrano nel Terzo Congresso della Candelora dei Mastri Artigiani

In occasione del Terzo Congresso dell’Associazione Cattolica Mastri Artigiani, la Candelora dei Mastri Artigiani si conferma luogo di incontro tra fede, lavoro, tradizione e trasformazione, riaffermando il proprio ruolo non solo come simbolo devozionale, ma soprattutto come espressione viva dell’identità cittadina.

La Candelora dei Mastri Artigiani è una delle quindici che, nei giorni 4 e 5 febbraio, precedono il fercolo di Sant’Agata, patrona di Catania, illuminando un patrimonio umano fatto di memoria, mestiere e appartenenza. È dentro questo contesto che nasce l’utilità/idea del congresso: uno spazio di riflessione, apertura e dialogo, capace di parlare alla città nel suo insieme.

L’esperienza affonda le radici in un progetto avviato quattro anni fa, quando Salvatore Greco, regista drammaturgo, entra a far parte della dirigenza dell’Associazione Cattolica Mastri Artigiani con una scelta chiara e una direzione precisa: sdoganare i luoghi comuni che circondano le candelore, spesso ridotte a semplici immagini folkloristiche, per la necessità di restituire loro una dimensione autentica, culturale e profondamente comunitaria.

Entrare davvero in questo contesto ha significato entrare in un quartiere, ascoltarne i bisogni, comprenderne le dinamiche, costruire relazioni. Attraverso l’Associazione Culturale Capolavori, di cui è Salvatore Greco è direttore artistico, sono nate numerose iniziative, rese possibili da un approccio maturato nel lavoro culturale e teatrale nei contesti periferici, dove l’ascolto precede sempre l’azione.

Tre anni fa, nasce con grande volontà, il primo congresso, con una scelta chiara: coinvolgere le famiglie e il mondo della scuola. L’effetto si è ampliato anche perché la notizia è stata ripresa da media nazionali. Parlare di congresso ha significato avviare un lavoro lungo e strutturato, che ha visto la Candelora dei Mastri Artigiani entrare nei circuiti didattici e incontrare studenti di tutte le età, in scuole pubbliche e private. I risultati sono stati immediati ed evidenti: riconoscenza da parte del quartiere, attenzione da parte delle altre candelore e delle rispettive dirigenze e, soprattutto, la condivisione di un obiettivo comune: aggregare, educare, mostrare una tradizione forte, leale, fondata su sani principi.

Oggi il Terzo Congresso si inserisce pienamente in questa missione e ne rappresenta una naturale evoluzione. L’idea di quest’anno è aprire un confronto con il mondo del lavoro e con gli artigiani, di cui il Cereo dei Mastri Artigiani è diretta espressione.

Da qui l’incontro con Brigida De Klerk, con la quale nasce una collaborazione immediata che, attraverso l’Associazione Le Pulci in Città, dà vita a una mostra mercato capace di fondere il piano religioso con quello concreto del lavoro: fede e mestiere, preghiera e produzione, semina e bellezza del vivere. Nasce così la scelta di affiancare al congresso uno spazio simbolico e reale di dialogo tra sacro e quotidiano.

Dal 16 al 18 gennaio 2026, nell’ampio cortile della Chiesa di S.S. Maria Assunta alla Plaia, si svolgerà l’iniziativa “Artigianato, fede e identità: un cammino condiviso verso Sant’Agata”, con i seguenti orari: Venerdì 16 gennaio: dalle 16.30 alle 22.30; Sabato 17 gennaio: dalle 10.30 alle 23.30: Domenica 18 gennaio: dalle 10.00 alle 22.00

Il programma prevede venerdì l’apertura del mercato artigianale, l’uscita della candelora, la messa, le esposizioni artistiche delle sculture di Nancy Coco, delle foto e dei disegni di Giuseppe Lo Presti e Antonio Sciacca, degli abiti dedicati a Sant’Agata a cure di Officina ScibiliaCasale dell’arte Eris formazione; e poi, ancora, lo spettacolo di Santo Privitera cantastorie. Sabato, fra le altre cose, Mary Fiume trucca i bambini, poi la costruzione di un’opera d’arte sul tema Sant’Agata (a cura dell’associazione culturale Corandiolata) il concerto bandistico, un laboratorio di giocattoli di legno e un altro di olivette, quindi la sfilata di abiti su Sant’Agata cura di Pina Nannuli. Domenica ancora mercato artigianale, una nuova sfilata degli abiti e il convegno “La luce di sant’Agata nella vita di ogni giorno”, prima della chiusura fie di un reportage sulla tre giorni.

Insomma, incontri, momenti di confronto e iniziative culturali e collaterali. Protagonisti saranno artigiani e maestri del fare, che racconteranno il proprio lavoro come gesto carico di senso, responsabilità e partecipazione alla vita della comunità. Un lavoro che non è solo produzione materiale, è linguaggio dell’anima, relazione con la città e atto di fede vissuta.

Un valore emblematico è dato anche da quanto accaduto negli anni precedenti: in occasione del rientro in chiesa della Candelora, il congresso si è intrecciato con momenti di festa e musica. Musicisti, cittadini e abitanti di altri quartieri – molti dei quali non si erano mai fermati al Tondicello – hanno incontrato la comunità locale. Ne è nato un abbraccio reciproco, semplice e potente, capace di abbattere distanze e confini urbani.

Un lavoro che non è solo produzione materiale, è linguaggio dell’anima, relazione con la città e atto di fede vissuta.

Un valore emblematico è dato anche da quanto accaduto in questi anni precedenti: in occasione del rientro in chiesa della Candelora, il congresso si è intrecciato con momenti di festa e musica. Musicisti, cittadini e abitanti di altri quartieri — molti dei quali non si erano mai fermati al Tondicello — hanno incontrato la comunità locale. Ne è nato un abbraccio reciproco, semplice e potente, capace di abbattere distanze e confini urbani.

Un’esperienza che ha dimostrato come la comunicazione più autentica non sia mai arrogante o autoreferenziale, ma libera e capace di mettere in relazione mondi diversi nel segno della fede, della tradizione e dell’essere catanesi.

Oggi questo terzo congresso raccoglie i frutti di anni di incontri, riunioni, volontà, desiderio e gratitudine. Gratitudine verso Sant’Agata, padrona amata e luminosa, che continua a guidare i cittadini catanesi e i suoi artigiani. E gratitudine verso una tradizione che, se vissuta con coscienza e apertura, sa ancora parlare al presente e indicare il futuro.

Il Terzo Congresso della Candelora dei Mastri Artigiani vuole essere così un segno di coesione e di speranza: un invito a riconoscere nell’artigianato un patrimonio vivo, capace di unire mani, cuore e fede, e di restituire alla città una narrazione autentica della propria identità.

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