La lucidità è quell’atteggiamento che ci permette di far scorrere ogni cosa in piena luce, di guardare ciò che accade senza nasconderci nulla e, attraverso questa chiarezza, di comprendere davvero cosa significa avere fede.
Ieri ho ricevuto un messaggio carico di dolore e di rabbia. Un messaggio che, a una prima lettura, potrebbe sembrare accusatorio, violento, definitivo. Io invece, stamattina, mentre facevo colazione, pensavo a un’altra cosa: alla compassione.
Che cos’è la compassione, se non un atto d’amore infinito che travalica qualsiasi ostacolo? Non significa non vedere ciò che accade, né far finta che le parole non siano state pronunciate. Io le vedo benissimo. Ma significa riuscire, nonostante tutto, a guardare oltre quelle parole e provare a comprendere la sofferenza che può esserci dietro.
Perché, guardando la situazione in modo più ampio, io quella sofferenza la intravedo. E allora mi sono chiesto: che qualità ha la vita che stiamo vivendo? E quanto siamo responsabili di quella qualità?
Perché, in fondo, la responsabilità è nostra. Siamo noi che, attraverso le nostre scelte, le nostre azioni e anche le nostre omissioni, abbiamo posto le cause di ciò che oggi ci troviamo a vivere. Questo non significa colpevolizzarsi, ma riconoscere che, se abbiamo contribuito a creare una determinata realtà, abbiamo anche la possibilità di creare cause nuove per trasformarla.
Perché la qualità non arriva da sola. Se vuoi vedere una casa ristrutturata, devi attraversare il lavoro, lo studio, il tempo, la conoscenza. Se vuoi dimagrire, devi attraversare il tempo. Se vuoi curare qualcosa, devi attraversare il tempo. Se vuoi realizzare uno spettacolo, devi studiare, provare, sbagliare, ricominciare. La qualità è qualcosa che si costruisce e ha a che fare con il modo in cui vivi il tempo che hai.
Il tempo scorre comunque. Da quando ho iniziato a scrivere queste parole a questo momento è passato del tempo. E se quel tempo lo vivi con intensità, presenza e valore, allora quel tempo può restituirti intensità, presenza e valore.
Nel frattempo ci sono state discussioni. Ci sono difficoltà, vuoti, ignoranza, dimenticanze, cose che non so e cose che non riesco a fare. Ma sono qui, a combattere, a decidere, a vivere, a scorrere insieme al tempo invece di subirlo. E questa per me oggi è qualità.
Non avere una vita perfetta, ma esserci dentro completamente.
Domani ho un’altra prova del mio spettacolo. Si chiama Avamposto. Incuriosisce già il nome e incuriosisce anche me, perché dovrò andare in scena con un monologo, su un palco, dopo quasi vent’anni da quando non mettevo più piede in una scena come attore.
Anche questo è tempo. Vent’anni sono passati e adesso eccomi qua.
Forse siamo partiti dalla lucidità e siamo arrivati alla qualità. Ma forse sono la stessa cosa vista da due lati diversi: la lucidità è vedere il momento, la qualità è viverlo fino in fondo.
E forse la qualità della vita non sta nel fatto che tutto sia a posto, ma nella capacità di esserci pienamente dentro ciò che c’è, riconoscendo che siamo noi, attraverso le cause che poniamo ogni giorno, a costruire la realtà che vivremo domani.

