Spettacolo

E continuo a scrivere, a elaborare, quasi generando un’energia che consolida altra energia.
Tutto molto bello, tutto molto successivo nella sua successione.
Sono per strada, poco fa, uscendo di casa, ho scritto questo:
La fantasia va allenata.
La determinazione va allenata.
La fede va allenata.
Il rispetto per sé e per gli altri va sostenuto e allenato
,
perché ciò che è giusto per noi
può essere sbagliato per altri.
Ogni cosa, se vogliamo, deve essere allenata,
come quando innaffiamo una pianta,
la portiamo perché è esperienza, la guardiamo crescere e la incoraggiamo a crescere.
Anche la poesia va allenata.
Va incoraggiata, va stimolata.
Come faccio, quasi ogni giorno,
scrivendo il mio diario, le mie sensazioni.
Perché, come scrivo nella prima pagina
del mio primo libro pubblicato:
scrivo perché fra un minuto
potrei dimenticarmi ciò che sto pensando.

Quando sentiamo che la vita scorre,
tutto scorre,
e siamo già a gennaio 2026.
Tutto scorre dentro e di fronte a noi.
E io vorrei riprendere quel format
TUTTO SCORRE,
ideato un paio d’anni fa,
perché già allora respirava questa verità.
Tutto scorre:
è come un fiume.

Una corrente di cose, di stili, di idee,
di magnificenza, di lavori,
di pensieri, di azioni.
Il sé come spazio e come tempo.
Non c’è consistenza nel fare
se non nel procedere.
E a volte, procedere
significa anche stare fermi
.
E poi ieri.
Ieri finalmente ammiro Iulia Fiorentina.
Una lapide.
Una pietra che parla piano,
parla da secoli.
La lapide di Iulia Fiorentina è una preziosa epigrafe cristiana del IV secolo,
ritrovata a Catania:
la più antica testimonianza certa
del cristianesimo catanese

Racconta il miracolo di una bambina di diciotto mesi, morta a Paternò e sepolta a Catania, davanti alle porte dei martiri.
Testimonia il culto dei martiri cristiani
— Sant’Agata, Sant’Euplio —
già in epoca tardoantica.
Una epigrafe che ha viaggiato:
da Catania alla Francia,
dalla Francia di nuovo a Catania.
A lungo conservata al Louvre,
oggi tornata.
Esposta.
Presente.
Ieri ho sentito con chiarezza quel tutto scorre di cui oggi parlo: la fede che attraversa i secoli,
la devozione che si incide nella pietra,
la memoria che parte, ritorna
e ci guarda.
Per esempio, stamattina
ho compiuto nuove riflessioni dalla mia poltrona.
Ho inviato vari messaggi professionali.
E poi tanto altro.
Con una presenza vivida su di me,
sul mio sguardo, sul mio obiettivo:
sognare e agire con dignità.

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