Ausilia

dal capitolo AMORE libro Parlo con la musica, 3 edizione, di S. Greco

E così a me, per sballarmi, bastava passare da Giger e ascoltare musica. Non mi serviva altro. Oliviero Toscani

Evidenziare il valore dell’ascolto musicale come dimensione attiva, amante. Considerare la musica come fonte di un sapere che si rinnova. La canzone è qualcosa che cammina da sola. In questo capitolo tratto della bellezza, l’amore di cui è figlia.

Ogni gesto è musica (…) un periodo buio dove ho colto il significato della parola di Nietzsche (il mondo senza musica sarebbe un errore) Ezio Bosso

Ascoltiamo Ezio Bosso in Following a bird un brano minimalista e imponente, come è l’amore. La sera dopo chiedo ad Ausilia, una mia giovane amica, di raccontarsi con 7 canzoni.  Mi risponde: 1 Following a bird. Ezio Bosso 2 Rain in your black eyes. Ezio Bosso 3 Gli Uccelli. Franco Battiato 4 Bohemian Rhapsody. Versione di Peter Bence 5 Wet. Wax Motif 6 A te! Lorenzo Jovanotti  7 I will be there. Katie Melua

Il giorno prima lavoro al capitolo, la sera dopo la coincidenza. La prima preferenza è la canzone in testa. Decido di anticipare le note sull’orecchio fotografico, ovvero tradurre un brano visualizzato.

1 Following a bird. Ezio Bosso

Questo brano scandisce una ricerca di spazi, come una torcia illuminante. Una ricerca affermata dal violoncello e dallo stesso artista al pianoforte. Musica come uno spazio di continuità, un capire dove andare. Accogliere la propria fragilità che scende a valle come un ruscello. Questo semplice fluire è forse il messaggio di questa composizione. Stordimento e identificazione in un gesto da compiere o già compiuto. Per questo ripetersi di note in frasi musicali identiche risulta un’essenza di retorica, o di un ingabbiamento. I feedback sono uguali. Possibile che queste sonorità sono il motivo di una personalità auto centrata. Possibile che si rappresenta l’incedere millesimale come un’insistenza. Si manifesta con una invocazione l’impazienza, la copertura del cinismo emotivo. Si rappresenta agitazione, un senso di frenesia, alla luce del sole; come scappare da qualcosa che ci ha lasciato una sensazione amara e non riusciamo a capire il motivo. È una giostra così vorticosa che non si riesce a sentire il gusto del divertimento. Tutto torna al suo essere continuo, rituale. La routine che si alterna alla voglia di scappare dalla routine. Importante trovare un senso alla realtà, al fabbisogno del fabbisogno. Il trantran del brano finisce e siamo pronti, desiderosi, di ascoltare una nuova musica.

2 Rain in your black eyes. Ezio Bosso

Continua il pathos del tempo, quel tempo ancorato nel tempo, che ci gira attorno, il tempo della seduzione. C’è chi è più bravo di noi. Chi è meno bravo a sedurre si arrangi. Per sedurre occorre un attimo o infiniti attimi, occorre soprattutto la motivazione. Importante avere il piacere di sedurre. Come nel tempo di un tè che comprende, prima della degustazione, la preparazione. Che comprende la voglia di averla, e se vogliamo l’incanto della scelta tra mille gusti. Ogni suggestione può essere condita da poco o più zucchero. Questo brano invita a sfogliare pagine di libri già letti come già vissuti. Può essere più divertente scartocciare libri sconosciuti, ci vuole più tempo; forse si o forse no. Il tempo di leggere un libro conosciuto può essere frenetico come soffermante, come la ripetitività di questa musica, quando incontriamo l’emozione di qualcuno che si conosce. Nel secondo caso del libro sconosciuto, c’è la scoperta del navigare in terre nuove, nuovo che avanza. In questi suoni c’è anche mestizia. Forse uno svuotamento di energia per trovarne altra, una sorta di rigenerazione. O forse questa musica ci vuole fare fermare un po’ per decidere nuove direzioni. Pensare di essere arrivati ad una meta ed invece quello che vediamo è solamente un pianerottolo di un palazzo di cento piani. Le ripetizioni di frasi musicali in questa musica sono forse una scusa, un prendere tempo per rimanere a girare sulla stessa giostra per paura di scendere. Forse perché non si sa bene rispondere ad alcuni perché. In questa musica c’è il suono, lo scorrere monotono dell’acqua che riempe una vasca con la volontà di fare un bagno caldo, riempirla di schiuma. Sono idee per evadere dalla monotonia e concedersi il piacere del benessere. Il brano parte con poche note e gira su se stesso a significare che si parte sempre da noi. Restare fermi o muoversi ovunque. Si gode di queste identiche azioni. Poi tutto torna sommariamente come prima senza staccarsi dal senso circolare della monotonia. C’è chi riesce a salire e scendere dal tapis roulant, c’è chi invece non riesce a scendere e rimane lì a girare. La monotonia è l’incapacità di spalancare una finestra da molto tempo chiusa. Poi quando la apriamo si gode del beneficio: entra l’aria pura, si tonifica tutto, si sente la natura della natura, si sente il senso della libertà, si vive oltre il sé, verso il tutto e con tutti corriamo in riva al mare. Questa musica corre anche in una strada del centro cittadino come attraverso le stanza di casa nostra. Metafore per dire che l’amore è questo, un calibrarsi di forze, un equilibrio tra il dare e il ricevere. La soddisfazione dell’abbandonarsi al virtuosismo dei suoni. Regalarsi la bellezza della condivisione e il piacere del piacere.

3 Gli Uccelli. Franco Battiato

La coerenza di sapere scegliere quello che più ci piace, quello che è più prezioso per la nostra vita. Molto spesso scegliere è una virtù, manifesta saggezza, mistica realtà. Coerenza sta nel fare ciò che è coerente con il progetto dell’anima. Anche uno sguardo del vento può essere importante per creare una decisione. Questo brano è interpretato da un cantore senza tempo che ci regala la sua poesia in maniera magistrale come una invocazione lirica. Non si sa bene se è un’omelia o un gioco di società in mezzo al mare; o mentre stiamo costruendo un grande girotondo.  C’è in questi suoni il tema della fiaba, Cenerentola che vuole andare al ballo. Dopo un po’ di scoraggiamento, con l’aiuto della fata canzone, ci va e balla con il principe. Musica che cambia come in un mix di stagioni, di ere, di generazioni. Si parte da un tempo primitivo, si passa dalla rivoluzione, e si arriva alla fantascienza. Questa musica evidenzia le doti di chi riesce a mimetizzarsi, confondersi tra la gente in qualsiasi situazione. C’è la danza e il senso di leggerezza, in un’idiozia, l’aspetto simpatico dell’intelligenza.

4 Bohemian Rhapsody. Versione di Peter Bence

Battere nervosamente ogni cosa per impazienza. Avere tutto e non avere niente. Aprire cassetti e cassettoni alla ricerca di oggetti, verità, essenze varie. In questo arrangiamento troviamo i fuochi d’artificio di buon anno. Guardiamo lo spettacolo mentre immaginiamo di essere sotto una doccia fredda dopo un lungo bagno a mare. Soddisfazioni. Un mare pieno di palloni colorati perché siamo più giovani di quanto pensiamo. Un brano raffigurante l’emulazione, ogni idolo. Iniziamo a ballare con questo scopo: mostrarci bravi. È anche un brano che può raccontare quanto è simile il vederci in due emozioni contrapposte: arrabbiati o divertiti. Due emozioni allo stesso tempo simili per l’euforia che producono. L’estensione dell’immaginazione, questa versione è simile all’originale in forma grottesca. A volte si resta ingabbiati nel traffico dei nostri pensieri. Meglio così.

Wet. Wax Motif

Comunque sia, c’è bellezza. Potrebbe sembrare uno sbattimento. Feedback di momenti eccitanti. Un citofono che suona a raffica, uno squillo persistente di un telefono. Questa musica sta a dirci che c’è qualcuno che vuole parlarci o siamo noi che vogliamo parlare con qualcuno. Una musica che ci vuole fare uscire dal guscio di ogni tipo di loop. Questo brano è una danza tribale in cui ogni autenticità si rivela come tale e ci porta a stendere il bucato appena lavato in terrazza, ballando, lavorando, a suon di musica. Pulire casa con questo ritmo. Ci preferiamo in mezzo alla ressa di una balera o in mezzo a chi non si agita. Cos’è la musica? Una affabulazione quando si usano temi spaziali, scollegati con la realtà analogica. Temi che ci estraniano dalla realtà. Intanto le nostre vite continuano. Ascoltando questi suoni continuano con la stessa monotonia come il precedente pianoforte fino alla noia. Arrivare al vuoto e cercare una nuova direzione. La musica riempe i vuoti e li trasforma. In questo gioco continuo c’è una missione.

6 A te! Lorenzo Jovanotti

Una porta che si apre. Realtà o immaginazione. La verità di una dedica. Il pianoforte torna dopo i fuochi d’artificio. Una poesia per l’infinito, la storia, la famiglia. Il viaggio di una coca-cola per le vie del centro. Sembra una preghiera, una forma di meditazione. È la dichiarazione di ogni sentire. È lo specchio e con lui il mondo. C’è la routine anche se qui è rimodulata, poetizzata. C’è in questa canzone una nuotata in piscina, la passeggiata in montagna, l’amore praticato come in sogno. C’è l’altalena per ricordarci che la leggerezza è possibile sempre e senza condizioni; la bellezza della vita che crea la vita. Il credere anche quando non ci crediamo. Una sonorità che ci porta a fare un girotondo attorno ad un falò in spiaggia di notte con la luna piena mentre il sogno diventa realtà.

7 I will be there. Katie Melua

L’emozione non ha voce… lo spazio è infinito. La musica ci parla. Come in questo brano, è un atto di amore che si ripete e per ascoltarlo basta soffermarci come quando ammiriamo un’opera d’arte o come quando siamo felici per un appuntamento galante. Questa è una musica che arriva da una altra dimensione, dalle montagne, dal tetto di una cattedrale. Da canti che si tramandano. Canti che raffigurano usi e costumi aristocratici. Piuttosto che tradizione sono praticità borghesi. Questa musica ci porta ad essere re e regina, corre un motoscafo sul mare mentre al sole si sciolgono le nostre paure. Poi torna la monotonia, forse stiamo ancora cercando ciò che veramente ci piace, pur essendo comodi in vacanza annoiati sotto una palma in una isola tropicale.

 

 

Amalia

Mi appresto a fare la traduzione di questi otto brani ricevuti con WhatsApp secondo la modalità dell’Orecchio fotografico che fa parte del format Parlo con la musica al quale lavoro dall’infinito passato, in una modalità di ricerca, prima di tutto una passione. Ogni giorno la coltivo con specifiche elaborazione come questa che stai leggendo. Colgo la spontaneità degli incontri. Se scorri le pagine di questo blog ne trovi altre, tutte diverse, perché come i quadri astrali pur essendo nati lo stesso giorno nello stesso luogo cambia la percezione data dalla storia che ognuno si porta dietro composta dalle più disparate condizioni. Come la musica, due persone cantano la stessa canzone in maniera completamente diversa, dato dal loro costruire il tempo. Quello che leggerai è una descrizione senza tempo, senza un inizio e senza una fine. Al tempo presente, è a ieri e a oggi in fasi libere di esprimersi che possono essere spaziali, omogenee, reali e surreali. Per scrivere quello che leggerai ascolto per intero il brano, mi fermo per annotare vastità di pensiero, ed elaboro una scheda interpretativa che ha un valore prima di tutto di relazione tra la musica e la persona che l’ha scelta. Immagina un jukebox dove al posto delle musiche ci sono le carte dei tarocchi. Non è così semplicistica la cosa come la immagini e una raffigurazione rappresentativa del modo in cui elaboro quanto leggi, brano per brano. Anche questa introduzione è diversa da altre perché nel lavorare alla tua playlist mi sono imbattuto in abbinamenti interessanti inaspettati. Questa selezione è la tua, che hai elaborato in breve tempo, in parte spontaneamente e soprattutto senza sapere dove ti portasse, quindi senza condizionamento architettonico cosa che può rendere il risultato, se lo si accetta come tale, sfalsato, poco autentico. Sono brani che ti piacciono, che ti dicono qualcosa, che ti evocano situazioni o desideri. Da questo punto di vista il concetto della scelta e della musica che si potenzia ogni volta che la scegliamo e la partecipiamo portandola con noi e nel sé aggiungiamo significati.

 

 

 

Solomon Burke – Cry to me

 

L’identità dello spazio è fondamentale per te. La routine è un segnale di depressione. Decisa e impettita, in mezzo a flash e riflettori ti muovi, l’importante che non inquadrino te. Una star seduta in un salotto, anche impolverato, a sognare. Capacità di ballare con la mente e se è proprio necessario con il corpo. Per fare il DJ io per primo ballo con la mente. Quando ci si libera con il movimento fisico, per mentalisti come penso di essere, è l’apice e l’inizio di grandi sfide, di nuove conquiste. A te piace vedere ballare, è possibile dare un nome alla sensazione. Si parte con questo primo brano che delinea un gusto musicale profondo e magnetico tanto quanto disordinato e imprevedibile. Si sente una voglia di aggregazione, forse una vera necessità, rimanendone distanti se si tratta di retorica; aggregare sta nel condividere ciò che senti in arte, che sa di poesia. Potenzialmente è così, non so quanto in pratica lo è per te. Questo brano permette la visualizzazione di un rock ballato in due, molto lento e piacevole. Nei fatti questo esprime il senso di conquista. Si può dire che decidi i tuoi tempi naturalmente e li decidi anche di chi ti sta accanto anche senza volerlo. Chi sta con te vive diversamente le tue emozioni solo in certi casi corrispondono. Questo brano esprime amore e frammentarietà.

 

 

 

Chantal Chamberland – I’ve got you under my skin

 

Questo brano potrebbe essere raffigurato alle prime battute come il cartello in hotel, si prega di non disturbare. Mi hai fatto vedere delle foto in cui si vede che sei davanti ad un microfono nell’intento di cantare. Forse questo brano rappresenta questo e il genere del tuo repertorio. In tutti i casi fin dalle prime battute si percepisce questa tua presa di posizione di spazio, relazione e postura che è molto mentale e profondissima, nel senso di qualità del pensare. Può rappresentare una continua vestizione e svestizione. Forse non sai bene in questo fluire di sensazioni se vuoi e puoi condividerle. Ci vuole molte accondiscendenza per stare dietro al tuo sguardo in continuo movimento. Torna il tempo del ballo, come per il brano precedente, molto evocato, sentito e poco rappresentato, mostrato, vissuto. Suppongo sia il tuo fluire un manifestarsi di un pathos mentale, immaginifico. C’è tanta potenza, ce ne tanta senza limiti e confini, senza età e identità. Si sente la libertà di chi va oltre le percezioni dell’ambiente in cui vivi, ti trovi. Mi piacerebbe assistere all’ultima fuga da un luogo che non ti si addiceva. Possiedi una grande dote e voglia di immaginazione continuamente, se scrivi poesie forse è difficile leggerle in quanto non sei abituata a condividerle o se lo fai usi cautela.

 

 

 

 

Joe Bonamassa & Beth Hart – I’ll take care of you

 

Un negozio di moda con toni di intimità infinita. Il tuo stile molto ampio si può definire diffuso e soffuso. Un travaglio, un continuo camminare nella natura delle cose, della dipendenza che portano. Cammini per le città, la natura come nel tempo. Su queste considerazioni immagino per te la scena del film Notting Hill in cui Hugh Grant dopo una delusione attraversa il mercato da una stagione all’altra. I tuoi desideri sia nella inconsapevolezza che nella consapevolezza li conduci verso modifiche continue. Aggiustamenti, aggiornamenti. Ogni volta è una scoperta, una nuova festa, una nuova esperienza. La chitarra elettrica che domina la seconda parte di questo brano segna lo scollamento con la realtà, l’evocazione diffusa di un immaginario, di un sogno ripetuto, perché tu sai che la terra è vastissima e il tuo presente può essere completamente esterno a ciò che è la realtà del momento: più espressioni, due o più pensieri. Vuoi a volte, o vorresti, tanto più di ciò che hai senza un vero impegno, è un po’ come entrare in una agenzia di viaggi, prendere un catalogo e immaginare che prima o poi acquisti questa o quella vacanza.

 

 

 

Alison Moyet – That ole devil called love

 

La tua musica risuona. La tua vita è come una grande orchestra. Ti si immagina come direttore dell’esecuzione e ti vedo anche come un sensibile DJ, una possibile  collega. Queste tonalità serrate, monotonie che ascolto, fin adesso, in parte è una mancanza di luce che ti rappresenta, una donna della notte. Ti vedo camminare in strade illuminate dai lampioni, dalla luna, al buio dove il tuo fare o i tuoi pensieri possono spaziare. Sola o abbracciata a qualcuno, a piedi scalzi o vestita elegantissima, o in pigiama. È sempre un viaggio anche se ti trovi nello spazio ristretto di una stanza. Quante volte apri il frigorifero per assaggiare o bere qualcosa? Lo vedo come un gioco di seduzione. Attraverso il cibo si può approfondire una visione delle sfumature sotto forma di conoscenza di sé. Conoscersi fa sempre bene.

 

 

Shirley Bassey – Get the party started

 

Shirley Bassey come Elfo, cantante catanese, sono espressioni di un’età e di una curiosità ampia o meno ampia. Questo brano rappresenta una serie tv, mi sembra che parli bene della tua vita attraverso i suoni, come se fosse per te naturale. Buon rapporto il tuo con la musica, quella che mi stai proponendo che ti rappresenta. Scrivi, reciti e produci un continuo assieme di scene. Dopo quattro brani monocorde arriva la dinamica che rappresenta uno stacco, o forse vuoi rappresentarlo. Forse il modo di aprire gli occhi la mattina, porgerti al buon giorno, almeno finché non ti scontri con la possibile realtà, tu vivi un approccio dinamico, anche se fuori c’è brutto tempo. Le tue scelte sono veloci e spesso inconsapevoli. Con questo brano finalmente ti porgi al ballo, lo fai senza la timidezza che rappresenti  e che fin ora hai raccontato; senti il sapore della libertà. Puoi metterti all’azione, sfidarti con un abbigliamento comodo a dirigere un gruppo di persone in una coreografia o pantomima da te liberata dalla fantasia; più difficile se costruita sulla carta.

 

 

Amadio mio – Pink Martini ft. Storm Large

 

Storm Large è molto bella, la trovi senza i Pink Martini in una puntata di America’s Got Talent del 2021 in una forma molto introspettiva da attrice. La bravura oltre il saper cantare, un bellissimo senso di libertà e coscienza, con la bellezza che evoca questo tipo di esibizione. Sono tipi di espressione che a bocce ferme diventano intraducibili tanto sono tanto. Per passare alla tua selezione di dico che conosco bene questo brano, questa cover. Fa parte dell’amore per la vita, della sua estensione, della sua bellezza caparbia, lo dimostra questo nuovo ascolto e della resistenza a intemperie naturali, caratteriali, logiche e illogiche. In questo brano la carica sensuale vocale e visiva della sua interprete assume connotati più ampi dati dalla sua spettacolarizzazione orchestrale e lo spettacolo all’aperto, di giorno. È un brano di nicchia, da trovamusica di passione, è di tutti e no per tutti. Porta all’idea che chi ti sta accanto, nella generalizzazione di massa, conosce poco di te e cosa pensi. La vera saggezza è alla base di tutto. Questo brano nel suo andare è un film come le costellazioni familiari. Gli arrangiamenti e i vocalizzi ci portano in un mondo reale da fiaba. Un brano di valore che si può ballare ovunque fin sulla luna e allo stesso tempo è difficile da sintonia in quanto è tanta roba. Lo farei cantare ad Astrifiammante  la regina della notte nel Flauto Magico di Mozart. Questo è il tono imperiale che puoi e sai vivere e che a volte gli scherzi della vita ti negano. O forse per precise scelte in controtendenza con vissuti familiari. Sei una vera sorpresa cara Amalia. Ed ecco che interrompo questa traduzione ti inoltro con WhatsApp un brano che ti puoi permettere: https://youtu.be/Te-P5BG2PA4 un brano che esprime la potenza del visionario chiuso da una mente padrona. La bellezza della ricerca e della curiosità dipende dalle scelte. L’allargamento degli orizzonti è la prova del valore che si costruisce e si prova.

 

 

 

 

Caro Emerald – A night like this

 

Una doccia, un nuovo sogno. Si può fare l’amore con la testa. Diventa un cerchio magico quando ci lasciamo andare senza pensare, oltrepassando il controllo della mente che più delle volte mente. Questo è un brano che presumo ti sia arrivato d’istinto seguendo la scaletta. Un brano che serve ad esprimere se stessi, l’istinto. Manifesta l’improvvisare della libertà dell’anima alla quale Amalia normalmente dai poco retta o trova distrazioni per non risponderle. È la sequenza che ci comunica questo aspetto di te. Per spiegare questa equazione ci vuole molto tempo, accogli il sunto per come lo leggi. Ti capita di prendere per buona la fatalità senza andare fino in fondo o restare ferma per più tempo. Alla tua immaginazione hanno accesso solo gli eletti da te. Le cose importanti in primo piano sono la tua coerenza,  la tua intensità di vedute chiuse a volte in un labirinto che blocca una fuga. Libertà, dolore, capacità di dominio su ogni tipo di situazione. In tutto ciò c’è la coerenza intesa come continuità anche se immagino certe confusioni in cui ti sei trovata. La bellezza sta in una pausa, in un caffè, in un attimo dove si ascolta l’universo e i suoi infiniti colori. Scegliere è sempre complicato per chi vorrebbe portarsi a casa più storie.

 

 

 

Creep – Karen souza

 

Il pianoforte è sempre gentile e apre lo spettacolo nel miglior modo. Prima di entrare a dialogare con questo brano faccio due considerazioni. La prima è che ti avevo chiesto di inoltrare sette brani e questo è l’ottavo. Abbondanza, generosità. La seconda che mi sembra un volere comunicare in maniera struggente e millesimale come Carey Mulligan nel film Shame che canta New York, New York in maniera intensa e distaccata. Copio e incollo il link  https://youtu.be/f4_gDeuuN2E. Il brano precedente poteva essere una sigla di coda, questo rappresenta la continuità quindi per il tuo profilo è coerente. La continuità è data anche dalle tante voci di donne, nessun brano al maschile. I maschi ti sono serviti in questa storia con come orchestrali. Predominanza di capelli scuri, a parte Storm Large che è bionda. Bionda è luce o colorata. Luce che va oltre il mood della notte che è stata la tua cornice in gran parte della playlist. Creep è un brano storico e questa sigla è interessantissima. La versione in oggetto evidenzia il gioco e la bellezza della stramberia, la sua forza. Le stramberie sono patrimonio dell’umanità. Torniamo al piano bar, al film Shame, al sincopato della richiesta, del voto di condivisione. Ci hai presentato la consapevolezza di una commedia musicale fatta con vita vissuta e immagino scarsamente pubblica se togliamo tutte le rappresentazioni reali quanto irreali. Questo brano mostra tutta la tua personalità pazzesca il tuo essere oltre i confini stereotipati. Solo tu hai la combinazione di ogni cosa, ti sei pentita quando hai dato coordinate ad altri, non le hanno sapute apprezzare, valorizzare. Questo brano rappresenta anche un urlo, un potente acuto, che oggi la vita ti ha permesso di fare uscire, sono felice di averlo raccolto. Puoi vedere il finale del film Ortone e il mondo di chi. Un urlo potente dove te la godi senza accontentarti e genera nuovi orizzonti.

Che dire? Ripeto che questa playlist è stata una autentica sorpresa.

 

Questione di Karma

Perseverare in qualsiasi modo è l’unico modo.
Tanta ammirazione e un po’ di stizza per un prodotto unico come VivaRai2. Rosario Tindaro Fiorello possiede prima di tutto una grande volontà e sensibilità, una sorta di aspetto sciamanico dato dalla capacità di gestire un potente database relazionale e artistico vasto e potente. Tu puoi sapere a memoria un intero atto ma se non sai abbracciare con uno sguardo e metter pause, passi meno. Sono coetaneo di Fiorello ed entrambi veniamo da Villaggi Turistici. Quello che fa Fiorello sta nella libertà misurata e gentile di un animatore di contatto. Quel gentile atteggiamento già nel pensiero, nel retropensiero che ti sorprende e ti inchioda ad ascoltarlo, a seguirlo e che poi ti porta il retrogusto: cosa per esempio che non fa il cabaret. Se penso a quanti, pochi, potenziali animatori potevano essere “fiorello”, anche il nostri comuni maestri. Tutti, mi ci metto anch’io lì a guardarlo, non sono/siamo al posto di Fiorello probabilmente per codardia. In ogni cosa ti devi buttare, devi e puoi rischiare il tutto per tutto. Uscire dalla borghesia del pensiero e del giudizio. Fiorello è riuscito in questo e ogni frammento del suo essere concorre a questo, anche ogni incontro di vita in salita o discesa come le scelte, i sentimenti, la sua famiglia, sua moglie. È difficile gestire una persona così vulcanica accanto, nel tram tram quotidiano. Pur conoscendo perfettamente i suoi tempi, a volte anticipandoli, mi cagerei sotto, da qualche anno ho preferito stare dietro le quinte. Lo potrei fare alla luce di un grande incoraggiamento, libero da condizionamenti, in una macchina del genere tenere il ritmo è difficilissimo. Cadere in monotonia retorica è un attimo. Un grandissimo aiuto, sdoganamento, per il ruolo che ricopre oggi, credo che Fiorello possa attribuire a Maurizio Costanzo che quasi 30 anni fa lo ha voluto con sé in televisione. Ricordo la difficoltà che Fiorello aveva in quella prima esperienza nel gestire la scaletta contro la facilità e l’abitudine ad improvvisare. Quello che vediamo oggi in televisione su Rai2 al mattino realizzato da Fiorello, e da una squadra coesa, decisa, determinata, comprende anche il conto alla rovescia; un mastodontico lavoro composto da tecnica e ossessione. Tutti gli altri se lo sognano questo livello. Ci sono personaggi già acidi, distanti. È difficile trovare una spalla alle scorribande emotive dialettiche, le donne soprattutto, come la Massironi ce ne sono poche. Ieri mattina ho spento il televisore dopo due battute dell’angolo del calendario dell’avvento con la coppia Mandelli e Biggio. Lo stesso humor di Cattelan sornione, saccente e cinico. Un altro potere di Fiorello, come i grandi animatori, è l’assenza di cinismo. Un altro aspetto è la capacità di appoggiarsi sui bravi, non nel senso di potenti, bravi e talentuosi con quel potere di outsider che li rende felici e liberi. ViaRai 2 è un raccolto, la misura della sapiente semina che Fiorello artista poliedrico è in grado di fare e che personalmente mi incoraggia ogni istante: onesto culturalmente (in quanto curioso) e fattivamente (in quanto energico) è questione di Karma. Mi sento potente visionario e allo stesso tempo confinato in quanto spesso codardo, da lì quel pizzico di invidia. Viva la bellezza della creatività e dell’amore per il proprio ruolo mestiere in questa vita.

Cristina

Questa traduzione in immagini della tua playlist è possibile grazie al principio e all’allenamento all’approccio al metodo dell’orecchio fotografico che fa parte del percorso formativo Parlo con la musica. Parliamo degli ascolti figurati. L’allenamento continuo ad associare il sentire della musica al vedere delle cose e all’immaginare orizzonti reali o irreali.  Le azioni all’interno del sound musicale (entità che si aggiorna continuamente) sono simbologia del sentire in relazione al già ascoltato. Quando compiano una scelta, una selezione musicale fotografiamo il vissuto e il fantastico in una unica proiezione tra passato presente e futuro. Un continuo esercizio per scoprire la musica come amplificatore e risposta ad emozioni

 

La tua selezione rappresenta una grande voglia di casa e di arte, potresti essere un segno d’acqua: sensibile emotiva romantica e in parte introspettiva. C’è molta commistione tra realtà e fantasia, possibilmente sei una buona sognatrice. Il tuo sorriso illumina. Si sente una predisposizione artistica. Nota interessante che tutta la tua musica di questa playlist è italiana e di un unico genere. Forse sono brani che ascolti e canti abitualmente.

 

 

Tiromancino e Carmen Consoli

L’odore del mare

 

 

Entri in questa esperienza in punta di piedi. Ti rappresenti come una persona, una artista che ama primeggiare, esibirsi in un mix generazionale tra poesia che sa di invocazione da raccontare all’amica di quartiere o da balcone a balcone. Passeggi in riva al mare e ti muovi e pensi come una persona più grande di te. Una lettera da scrivere, un dialogo sospeso, reale e allo stesso tempo immaginato.  C’è una radio a tutto volume in casa tua mentre il sole illumina tutto. Una grande voglia di estate, una stagione che non finisca mai. Ascolti questa canzone su un divano a dondolo di una casa di campagna

 

Paolo Vallesi

La forza della vita

 

 

 

 

Musica da radio jukebox, atmosfera romantica anche se di romantico non c’è niente. Un mix di stereotipi. C’è il bisogno di attenzioni, quasi una necessità, che anche se già presenti vuoi che siano sempre di più. Questo brano contiene poca armonia, più retorica, anche se è innocua ti porta a ripetere, quasi trascinarsi, di alcuni desideri alla ricerca di qualcosa di più di ciò che già possiedi. Il tuo potere sta nel sorriso e nel piacere di divertirti, e quando ti va, di urlare. Possibile che ti piacciano i palloncini ad elio per riempire spazi all’interno e all’esterno.

 

Ligabue

Tra palco e realtà

 

 

Necessità di correre, di fare sport, di sudare. Affascinata dalle prime file, dentro gli stereotipi. Tra palco e realtà la tua visione della vita, non è soltanto un titolo potrebbe essere la realtà. Esserci a tutti i costi e gestire ogni cosa anche con fatica senza dare a vedere che c’è. Queste sono canzoni che non si aprono, che rombano i motori senza muoversi, come a rimanere ferme. È un po’ come essere indecisi. Il mondo a volte ti gira attorno, lo guardi e difficilmente ti lasci andare completamente perché quando arriva lo stimolo a muoversi lo blocchi, lo freni e rimani nell’ordinario

 

 

Rita Forte

Le donne sono un’altra cosa

 

 

L’incipit è come un campanello, una sveglia simpatica. Un brano di mezzo. L’amante delusa e allo stesso tempo un turbine di trasgressione. Arriva un’ambiguità che a volte può essere complicata da gestire perché sembra che tutto remi contro. Sei una donna abituata a lavorare a casa o fuori casa, con la radio accesa in canali radio evergreen. Possibile che la tua simpatia e le capacità di relazioni pubbliche ti portano ad essere spigliata e di buona compagnia. Immagina la situazione più bella per ballare questo lento: costruisci questa scena. Poi in una possibile accezione di abbracci forte e balli da sola.

 

 

Ornella Vanoni

Un sorriso dentro al pianto

 

 

Un piano che diventa il pc di un karaoke. Un manico di scopa che diventa microfono e asta. Il ballo della casalinga, le metamorfosi che diventano show. Predisposta ad essere coach, a fare gruppo, permetti ad ognuno di esprimersi. Sei una maestra che accorda, sintonizza tutti, che costruisce armonia anche se a volta con fatica visto il carattere intransigente. Quest’aspetto, questo modo di fare è presumibilmente un’eredità a tratti forse incomprensibile.

 

 

Il brano che aggiungo a questa selezione è T’Appartengo cantato da Ambra Angiolini sul palco di XFactor 2022 in una idea di coerenza con il genere da te indicato. Contemporaneo, perfettamente in linea con il passato. La storia al presente

 

Anna

Questa traduzione nel principio dell’orecchio fotografico* è stata suggerita dall’incipit di un brano colto nel suo immediato stile da un’occasione in cui si creato un movimento (questo) che ti ha portato alla ricerca di altri sei brani per costruire una playlist. In ogni didascalia trovi metafore aperte. Ti invito a trovare ciò che fa per te.

La tua selezione rappresenta concretezza e idee chiare, coerenza, mi sembra su un binario molto risoluto ed elegante tanto quanto potrebbe essere L’Orient Express, il famoso treno che permette di attraversare l’Europa. Un’immagine che si ripete, dalle tue selezioni, sono i girotondi, forse rappresenta la tua composta componente ludica. Forse un po’ testarda?

 

 

*Orecchio fotografico è un tempo di esplorazione che fa parte del percorso formativo Parlo con la musica elaborato da Salvatore Greco. L’orecchio fotografico sono gli ascolti figurati. L’allenamento continuo ad associare la musica il vedere e l’immaginare.  Le azioni all’interno del sound musicale sono simbologia del sentire in relazione al già ascoltato. Quando compiano una scelta, una selezione musicale fotografiamo il reale e il fantastico in una proiezione tra passato presente e futuro. Un continuo esercizio, cosa c’è di musicale in quello che vediamo, e di conseguenza cosa c’è in ciò che sentiamo.

 

 

Mansfield.TYA x Odezenne

Une danse de mauvais goût 

 

 

Accesso alle emozioni, suoni diversi da una fonte unica: la voce di casa; il sussurro di chi ci vuole dire un qualcosa di romantico a cui non crediamo; la voce di chi non è una garanzia anzi a volte ci spiazza (nel piacere di essere spiazzati, laddove l’idea dell’intelligenza è il primo segnale di gioia e di fascino) anche se non è nel suo pensare. Prendi con chi vuoi una strada di campagna e inventate un nuovo modo di relazionarvi, è forse questo di cui avete bisogno. Assieme cambiate orizzonte, modificate ogni particolare, ogni gesto, ogni modo di comunicare per arrivare ad un punto di partenza di gioia condivisa, l’asprezza forse reciproca è un meccanismo inconscio.

 

 

Desire

Under Your Spell

 

 

Pacatezza, libertà, fuori da ogni pensiero senza controllo, sembra surreale, invece sono stati d’animo autentici, a volte intraducibili. Conti il bere, conti laddove esageri e laddove nell’esagerazione riconosci una quiete mentre chi ti sta accanto premurosamente conta quiete e tant’altro. Spesso ti ritrovi come ad  essere ad un festival in cima al mondo e guardi tutti, attenzioni le loro differenze, vedi chi è più lontano da te, chi più vicino. Sei indipendente e vuoi ballare da sola, è un tuo sacrosanto bisogno, a volte. Tra mille persone emergi e alzi la testa alla ricerca di un sguardo che sostiene il tuo pensiero. Ti piacciono i girotondi come la giostrina dove si gira sempre, meglio se sei con più di uno. Questo brano disegna un tuo camminare verso la montagna o verso il mare, un camminare anche verso una cucina dove sogni tutto questo e dove un brodo caldo illumina la tua sera. Scrivi nel tuo diario che hai voglia di scrivere in un diario sotto la luce dedicata di un abat-jour.

 

 

 

Willie Peyote, Emanuela Fanelli

Risarcimento skit

 

Pacatezza, libertà fuori da ogni pensiero si ripetono e rappresentano coerenza. Un luogo dove si manifesta la voglia di prendere posizione. Contesti il contestabile, senza essere contestabile, senza giudizio. L’apertura alla gioia è infinita perché tanto è il tuo humor, anche se non emerge subito. La felicità è una strada in cui la gioia è il conducente dopo aver messo la benzina, il potere motore.

 

 

Yves Tumor

Romanticist / Dream Palette

 

 

Mare, estate, sveglia la mattina con tutto il carico del giorno prima: il primo sguardo all’orizzonte è ampio. Coerenza nell’eleganza da benessere senza farsi scoprire troppo, puoi rimanere distante dal pensiero di altri, essere composta senza sbilanciarti neanche con le amiche, forse solo una o due ti conosco tanto quanto tu conosci te, o forse di più. Vogliamo parlare del tuo rapporto con i fuochi d’artificio? Rimani incantata dai colori, dall’emozione che provoca e ti provoca il sapore della festa, quella del giorno prima, tutto sta nell’abbraccio che ti porti in giro le prime ore del mattino. Quella prima grande seduzione che cerchi. Forse è difficile che qualcuno la possa dare a te perché neanche tu forse la conosci bene. Comunque sei in una continua scoperta di te. Una rivoluzione, una infinita scoperta come sapere di saper andare su gli scii e azzerare la paura

 

 

Negrita

Che Rumore Fa La Felicità 

 

 

 

Adolescenza indipendente, giochi da teenagers, loop di pazienza e determinazione. I tuoi genitori che parlano e si amano. Da questo sguardo decidi l’indipendenza. Biciclette al mare, giochi oltre la tua età. Il primo amore non si scorda mai e forse non si raggiunge più perché quel pizzico di incoscienza lo fa sentire unico, indistruttibile. Serve il binario, serve, ti serve quella responsabilità che sostiene i tuoi progetti di qualsiasi era; la capacità di resistere e vedere il divertimento alla radio o in televisione; la fedeltà che ti contraddistingue. Un pregio, o forse chissà un limite, la libertà, come ballare in mezzo ad una piazza indipendentemente da altri, chi balla e chi non balla.

 

 

 

Thom Yorke

Traffic (early)

 

 

Sintonia, ricerca di una festa paesana. Ti piace il movimento e non provi neanche a fotografarlo, lo tieni in memoria così, semplicemente. Chissà chi c’è su Marte, chi abita quel pianeta. Chissà chi abita in quella tua vecchia casa, chissà se è come l’avevi tu. Tutto continuamente si trasforma. Quando imparerai a dipingere, non ti basta una tela piccola, vuoi uno spazio gigantesco per scrivere e disegnare, qualcosa forse anche intrasportabile, che rimane lì ad ancorare ogni tuo fare. Pensi al sociale a chi sta peggio di te, a chi soffre, a chi deve compiere un viaggio infinito per trovare la sua dimensione, come dalla terra a Marte. Questa gente ti assomiglia. Anche se non siete gli stessi nel tuo animo c’è l’esploratore che taglia gli arbusti per farsi spazio nella giungla o come quando vai ad un party, ti piace farti spazio tra la gente come alla festa di Sant’Agata. Ecco la metafora ci porta una buona idea per capire la tua fede, dove indirizzare un pensiero mistico, una meditazione anche sotto ad un albero in mezzo ad un cocente contesto. La bellezza è che sai che lì vicino c’è casa tua, nei paraggi. Il tuo sguardo e le tue dinamiche sono diversi in un continuo cambiare, è incredibile come da un contesto trash  fuori da confini e contesti subordinati tu possa trovare un clima di eleganza inverosimile e diventare una principessa. Chi ti conosce non ci crederebbe. Forse solo quelle due persone che ti conoscono bene, forse tua madre, forse è il suo sogno che vuole diventi il tuo. Per adesso forse prepari il presepe e/o l’albero di natale. Forse metti a centro tavola le decorazioni convenevoli, fuori ci può essere di tutto, per te non cambia.

 

 

 

Subsonica – Tutti I Miei Sbagli

 

 

 

Un palcoscenico, oltre la copertina, un suono di un campanello, una sigla di apertura, una suoneria dedicata, una confusione inutile. Sei ferma in mezzo al trambusto, l’immagine che vorresti che altri avessero di te, in un fermo immagine di un timelapse. Torna il girotondo, la giostrina, la spensieratezza, ogni gioia conquistata, lo spazio trovato. Raggiungere la meta, il puntiglio su ogni cosa, la testardaggine. Una radio accesa ad alto volume mentre la casalinga accudisce casa, felice.

Impulsivamente

La base di partenza di questo scritto di Ennio Flaiano è interessante “Appartengo alla minoranza silenziosa.” poi inizia un salto ad ostacoli o una serie di tornanti “Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano.” Da dire c’è a volontà e idee, di pazienza tanta. “Che cosa? Che tutto si chiarisca? L’età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità.” Non è un fatto specifico, una intolleranza o problema di chiarezza è la verità che va messa in primo piano, questa chiarezza fa paura, spiazza; e come si fa a portarsi al dialogo, al convivio? Sembra quasi impossibile. Invece è possibile. Tolleranza da una parte e un’altra “Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti.” Ognuno pensi al suo, ognuno sia un tassello di un puzzle chiamato vita in questa terra, ognuno faccia il meglio che può, ognuno costruisca la propria opera d’arte, ognuno si rispetti “E con me pochi altri: perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi.” Forse quello che sto facendo adesso, mi fermo curioso, leggo rileggo e impulsivamente rispondo, dibatto su un dibattito, offro il mio tempo al mio tempo in una infinita analisi di soluzione e catturo la poesia in ogni gesto. Sono tempi che la curiosità non è più andare tra boschi, sono i boschi che vanno tra noi. L’arte è continua ricerca, fabbisogno di stimoli e amore. “Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell’arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia.” Molto spesso si scambia l’orpello come segno o alta definizione, invece rimane un orpello che sa di pretenzioso, di parte, il badge o la spilletta da affibbiare, l’elemento da visualizzare, come un cesso in mezzo ad una piazza, fa scandalo, attenzione e fa parlare. Pensiamoci. È lo shock dell’effetto e la capacità di mantenerlo qui sta la vittoria, è l’idea che è andata a centro. Il barocco è quella politica vestita sontuosamente in forma accademica e dentro vuota, interessata al disinteresse, solo di parte, in trincea difensiva di un orto incolto “In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete d’arabeschi” Mi ricorda Zorro (da citazione di Ennio Flaiano raccolta da Laura Sicignano)

Viviana

Elaborare una traduzione di questi cinque brani alla maniera dell’orecchio fotografico* è arduo perché in questa compilation a prima vista non c’è un filo conduttore, o una personalità dominante, ci sono tanti mondi o forse una volontà di depistaggio, per non mostrarsi. Alcune cose sono più presenti di altre come il sogno “yankee”, voglia di ballare, l’operosità, il silenzio dell’indipendenza.

 

 

Footloose by Kenny Loggins:

 

È un rally di montagna laddove l’euforia diventa gioia. Allo stesso tempo un dialogo a distanza ravvicinata o se vogliamo anche una chiacchierata al telefono mentre si va da una stanza all’altra a prendere dell’acqua o a chiudere un rubinetto per la vasca già piena. C’è un po’ di emulazione, c’è un po’ di leggerezza, c’è un po’ di esibizionismo, c’è un po’ di frenesia, c’è un po’ di ballo di coppia e c’è soprattutto un po’, forse tanto, sogno americano. L’America anche in una accezione bigotta conforme al quieto vivere che anche se non lo è viene sempre venduta come un plus. Solo gli americani sanno veramente chi sono.

 

Sempre per sempre by Francesco de Gregori

 

Meglio ascoltare che ballare, perché forse si è più concentrati su di sé. Musica fin troppo evocativa, mistica e molto infreddolita che invita a cercare la verità anche quando pensiamo di averla trovata. Un ritmo costante, una goccia dopo l’altra, un andirivieni di sensazioni in una città straniera, anche qui potrebbe essere contenuto il sogno americano. Un piccolo paese, un rientro a casa dopo aver acquistato una cravatta, che sia alba o tramonto la luce a rarefatta. Un segno di continuità, un diario in continua evoluzione. La ricerca di una poesia, la curiosità.

 

50mila by Nina Zilli, collaborazione musicale di Giuliano Palma

 

Una donna molto efficiente che prepara un picnic e lo consuma già con il pensiero. Anche qui si sente l’America o il nord Europa. Un brano come selezione abbracciante, stimolante, diversiva. Una coppia al balcone di una casa ricca, spettacolo. Molta luce, motivazione ed eleganza. Il tutto velato da un anticonformismo sfrenato. Tratti di una sensuale sensibilità forse tenuta a bada.

 

Soul Express by Enzo Avitabile

 

Finalmente il lavoro, l’industria, la macchinazione operosa. La simbologia della pigiatura dell’uva. Prima lo sguardo al raccolto, al sole, al sudore, ad ogni canto. C’è una bella chiacchierata con un amico, forse un prete che ci incoraggia e a volte ci bacchetta. Ci spostiamo all’operosità del mercato con le urla dei venditori che fanno e dicono di tutto per incoraggiare i clienti a comprare da loro. In questo caos di voci c’è il gusto e il bello di ballare in una relazione con il tribale, l’infinito passato, la coscienza che produce. Un’atmosfera che diventa spettacolo in un confluire di persone che si alternano in una libera danza, mentre si lavora. Eppoi c’è l’India, l’India della guarigione, le favole di oggi e soprattutto le favole di ieri sapienti indicazioni. È un impasto gioioso per pane, biscotti, pesto, pasta fresca. Questo è il bello.

 

Tutto il resto è noia by Franco Califano

 

Notte nel paese, tutti dormono. La luce della strada illumina pensieri e sogni. Una sigaretta accesa accessorio di una esibizionista con un fare così tenace che ci crede. Mangiare a tarda notte mentre nessuno può commentare o giudicare. La luce di un piccolo paese o di una città straniera entra dall’esterno e illumina la casa in una maniera trasversale; si è su un’altalena pur rimanendo fermi. Secondo me se alzi il volume c’è gente che canta con te.

 

* È un tempo di esplorazione del percorso formativo Parlo con la musica elaborato da Salvatore Greco. L’orecchio fotografico sono gli ascolti figurati. L’allenamento continuo ad associare alla musica il vedere e l’immaginare.  Musica filtrata con l’orecchio fotografico; simbologia del sentire in relazione al già ascoltato. Fotografare il reale e il fantastico. Un continuo esercizio, per capire cosa c’è di musicale in quello che vediamo, e di conseguenza cosa c’è in ciò che sentiamo.

 

sparsi

Il primo teorema di incompletezza di Gödel dimostra che qualsiasi sistema che permette di definire i numeri naturali è necessariamente incompleto: esso contiene affermazioni di cui non si può dimostrare né la verità né la falsità.

 

In meccanica quantistica, il principio d’indeterminazione di Heisenberg stabilisce i limiti nella misurazione dei valori di grandezze fisiche coniugate o, nelle formulazioni più recenti e generali, incompatibili in un sistema fisico. Nella forma più nota, viene espresso dalla relazione

 

L’equazione di Dirac come poesia romantica. Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema.

Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti anni luce.

 

Un treno che corre.

Fra le valli, corre.

Il sole illumina tutto

e si canta.

È un viaggio che a tratti è in salita.

C’è condivisione.

Gli amici si incontrano per ballare.

E noi ci guardiamo,

ridendo e ballando.

Liberi di esprimersi,

così vuole la musica che si esprime attraverso la nostra danza.

Passi in sintonia,

un’allegra coreografia.

A qualsiasi età,

quando acchiappiamo il senso,

è facile essere coinvolti,

perché gustiamo il senso comune,

che ognuno fa suo

alla propria maniera.

Sì.

È come dire

in un motivato sempre:

noi ci siamo.

Anteprima

Un tintinnio d’acqua, in questa casa c’è vita. C’è il sole ed è un buon mattino.

Pulizia, sequenza a tutto tondo. Suoni dopo una notte di sogni, ci guardiamo, occhi negli occhi, e ci lasciamo abbracciare. Il profumo della casa, del caffè, in una poesia vivente, piena, ricca di ricordi. Il sole vede la luna, i due si raccontano, sussurrano le loro emozioni.

Scendere in profondità è cosa rara, è cosa difficile.

Scriviamo sul nostro diario, scriviamo la bellezza del nostro vissuto.

La musica è uno strumento evocatore e ci sostiene nel sogno.