grazie

Grazie alle cose a cui credo. Grazie a ciò a cui crederò. Grazie alle cose a cui ho creduto. Grazie a tutta l’energia che c’è in un grazie. Grazie a tutto quello in cui credo, in cui ho creduto. Grazie alle scelte. Grazie alla determinazione. Grazie alle sfide. Grazie agli arcobaleni. Grazie alla mia città. Grazie ad ogni orizzonte, grazie ad ogni indicazione dell’anima. Grazie a tutte le città del mondo. Grazie a me. Grazie a te. Grazie a noi. Grazie alla vita. Grazie alla creazione. Grazie alla cipollina. Grazie alla mamma.  Grazie a papà. Grazie a Wanda. Grazie alla storia. Grazie alla magia. Grazie alla passione. Grazie ad ogni risultato, ad ogni occasione. Grazie a tutti i rifiuti. Grazie alla pulizia, all’ordine e al disordine. Grazie all’amore. Grazie al dolore. Grazie alla tristezza. Grazie al pianto. Grazie alle risate. Grazie al perdono. Grazie a circo. Grazie alla rabbia. Grazie alla pietà. Grazie alla compassione. Grazie alla paura. Grazie al danno. Grazie alle invenzioni. Grazie all’astinenza. Grazie all’esistenza. Grazie alla presenza. Grazie ad ogni voto. Grazie a tutti i totem del mondo. Grazie a Gesù. Grazie a Budda. Grazie a Maometto. Grazie a S. Maria. Grazie a S. Agata. Grazie a S. Francesco. Grazie a S. Giuseppe. Grazie alla speranza. Grazie al buio. Grazie alla luce. Grazie alle feste. Grazie al lavoro. Grazie al mare. Grazie alla preghiera. Grazie alle montagne. Grazie  è un piacere. Grazie all’acqua. Grazie ai mari. Grazie al movimento. Grazie alla malattia. Grazie alla guarigione. Grazie al benessere. Grazie al teatro. Grazie al cinema. Grazie alla letteratura. Grazie a tutti i poeti. Grazie alla rivoluzione. Grazie alla pace. Grazie alla guerra. Grazie alle torture. Grazie al godimento, all’orgasmo. Grazie alla resistenza. Grazie alla fatica. Grazie alle salite. Grazie alle discese. Grazie all’abbandono. Grazie al digiuno. Grazie ad ogni tipo di abbraccio. Grazie al sole.  Grazie al sale. Grazie a Teresa. Grazie al vino. Grazie alla luna. Grazie all’universo. Grazie a tutti i figli del mondo. Grazie a tutti i nipoti del mondo. Grazie a tutti i colori del mondo. Grazie alla musica. Grazie al silenzio. Grazie alle parole. Grazie all’arte. Grazie all’amicizia. Grazie alla filosofia. Grazie a tutti quelli che sono sconosciuti, e a quelli conosciuti. Grazie alla scienza. Grazie a chi deve ancora nascere. Grazie alla natura. Grazie a tutti i buoni consigli. Grazie a tutti i cattivi consigli. Grazie alle tradizioni, alle buone ricette di cucina. Grazie alle stagioni. Grazie alla ricchezza. Grazie alle differenze.  Grazie alla povertà, all’eternità. Grazie a tutti i contadini del mondo. Grazie a tutti gli industriali del mondo. Grazie ad ogni angelo. Grazie ad ogni essenza del mondo. Grazie al diavolo. Grazie alle domande. Grazie alle risposte. Grazie alle strade chiuse, alle strade aperte. Grazie a tutti i vicoli, a tutti i fiumi. Grazie a tutte le navi, a tutte le barche. Grazie al sentiero. Grazie alle autostrade del mondo. Grazie al passaporto. Grazie alle pause, a chi va di fretta. Grazie alle coincidenze. Grazie ad ogni legge, ad ogni costituzione. Grazie alle interferenze. Grazie ad ogni benefattore. Grazie ad ogni causa. Grazie ad ogni effetto. Grazie al truffatore. Grazie ad ogni maestro. Grazie ad ogni alunno. Grazie ad ogni casa. Grazie alle partenze, ad ogni arrivo. Grazie alle scoperte. Grazie alle coperte. Grazie a ogni grazie, ad ogni bacio. Grazie a tutti i pianificatori. Grazie a tutti i panificatori. Grazie a tutti gli improvvisatori. Grazie al detrattore. Grazie agli attori. Grazie alle tasse, alle condizioni. Grazie al regista. Grazie agli autori. Grazie all’inutilità, all’utilità. Grazie a tutti gli animali. Grazie alla fede. Grazie alla perseveranza. Grazie alla pazienza, all’impazienza. Grazie alla carta. Grazie ad ogni tipo di vestito, grazie a chi è svestito. Grazie alla terra. Grazie al fuoco. Grazie alla pasta. Grazie alla fotografia. Grazie a tutti gli orti del mondo. Grazie all’arroganza. Grazie alla ignoranza. Grazie al sapere. Grazie alle pecore. Grazie agli specchi. Grazie al digiuno. Grazie alla bellezza. Grazie al successo, all’insuccesso, al cesso. Grazie alla musica, alla lettura, all’ascolto. Grazie al protagonismo, all’antagonismo. Grazie alle radici, a quelle quadrate. Grazie al cerchio, all’iperbole. Grazie all’impotenza. Grazie alle potenza. Grazie alla solitudine. Grazie alla follia. Grazie al cambiamento. Grazie a Babbo Natale. Grazie alle galline. Grazie al fruttivendolo. Grazie al buio. Grazie a Manuela. Grazie all’illuminazione. Grazie al giorno. Grazie alla notte. Grazie ad ogni libro, grazie che continui a leggere. Grazie di ogni tuo contributo. Grazie di ogni grazie, senza un motivo al sorgere di ogni iniziativa. Grazie al valore della pace. Grazie a tutti gli scopritori. Grazie alla disciplina, al buon esercizio.

 

 

parlo con la musica

Parlo con la musica

Format musico/teatrale ideato e condotto da Salvatore Greco

 

Scopo

Dare benessere ad ogni partecipante, offrire strumenti di elaborazione creativa, positività, leggerezza, comunicazione relazionale e nel contempo, con i vissuti posti in campo, approfondire la mia ricerca che porto avanti da molti anni. Mettere a reddito i miei talenti, la mia cultura, le mie sperimentazioni. Offrire al mondo il mio database esperienziale. Lavorare come un bravo chef che attraverso l’acquisto da parte di terzi migliora, conferma e fa crescere le sue ricette. Lo stesso vale per ogni mestiere, dove c’è una continua prova, un continuo sviluppo. Ogni nuovo laboratorio è un contributo all’evoluzione del format.

Fruitori

A chi serve non si può dire, perché come ogni attività olistica è di libera scelta e a qualsiasi età. So chi si è avvicinato con più o meno difficoltà, chi ha avuto grandi benefici, chi si è portato a casa risorse utili, chi ha fatto tesoro nel proprio lavoro. Suggerisco la partecipazione, oltre a chi è infintamente curioso, a chi lavora a stretto contatto con le persone come : insegnanti, artisti, guide turistiche, rappresentanti, addetti a front office o relazioni pubbliche, animatori… Lavoro per varie aziende come coach facilitatore, ideando e conducendo programmi di empowerment che permettono di tradurre la comunicazione aziendale in spettacolo. Hanno partecipato diverse tipologie di ruoli aziendali. Rappresentato in vari contesti.  Questo laboratorio è stato per molti anni strumento di didattica in scuole di ogni ordine e grado, dal 1981 al 2007, a richiesta un’ampia case-history a riguardo. Oggi la mia ambizione e creare un gruppo di lavoro stabile partendo da un corso triennale. Mi piacerebbe che questa metodologia, ancora sperimentale, potesse avere un riconoscimento scientifico attraverso nuove contribuzioni proprio da chi la studia in maniera costante. La musica è globale ed è di tutti senza confini. Un esempio è la canzone Bella ciao, inno italiano della resistenza, usato per la serie televisiva La casa di carta. Mi piacerebbe realizzare un workshop in altre lingue servendomi di una traduzione simultanea.

 

Filosofia

Facile e interessante esperienza che consente un approccio non convenzionale all’ascolto musicale. “Parlo con la musica” è un’occasione importante con cui fare esperienza su tutto ciò che ruota attorno alla comunicazione gestuale-musicale che avviene tra due, più persone o con sé stessi. Accorgersi della musica non soltanto fruirla. Questo lavoro è costruito con il suono, la voce, il corpo, la danza, l’empatia, l’armonia. “Ognuno trova nella musica uno scrigno di informazioni in essa contenute. Comunicare con la musica, scambiarsela, vuol dire interagire con il mondo, dare ascolto alle proprie percezioni, alla propria identità. L’esperienza coltiva ascolti diversi, li utilizza come dati emozionali, gestuali, musicali, che possiamo condividere usando flussi energetici liberi da schemi preconcetti o pregiudizi su sé stessi o sul mondo”.

Storia del laboratorio 

Ho iniziato ad utilizzare la musica come dialogo in maniera spettacolare, dal 1977, in occasione della realizzazione di spettacoli in discoteca. La primissima versione di questo format è stata realizzata nel 1981 per un gruppo di ospiti del villaggio turistico Les Paletuviers ad Abidjan in Costa d’Avorio. Dal 1989 l’ho intitolato Programma Scioltezza, dal 2004 Il Gesto impresso, dal 2018 Parlo con la musica. Ho pubblicato un manuale nel 2014. Sono in attesa di pubblicare un nuovo libro.

Location

La location è fondamentale per supportare programma e risultato. L’acustica è al primo posto. Gli spazi devono offrire un contesto confortevole/pratico, riservato. Si possono progettare varie modalità per programma e partecipazione, da questo si definisce la location. La disponibilità di due ambienti spazio prova e rappresentazione è l’ideale. Oppure uno che contiene entrambi.

Link di approfondimento

https://www.discogs.com/it/user/lacasadellamusica (collezione privata in fase di aggiornamento)

http://www.ilgestoimpresso.it/ (descrizione del 2004, in parte obsoleta)

https://www.facebook.com/BatshevaDanceCompany/videos/2502828366664125/ (caratterizzazioni simili)

Bozza progetto per luglio 2020

Dal 10 al 12 luglio 2020 laboratorio esperienziale e residenziale in una struttura alberghiera da definire in Sicilia trattamento di pensione completa

Arrivo venerdì 10 partenza domenica 12 con i seguenti orari:

10 luglio, 11:00/13.30 – 15:00/18:30 – 21:30/22:30

11 luglio, 06:00/07:30 – 10:00/13:30 – 15:30/17:30 – 21:00/24:00

12 luglio, 09:00/11:30 – 14:30/17:30

In caso di disposizioni ministeriali si garantisce che si rispetterà la distanza di sicurezza e ogni norma indicata

1) Introduzione

– La potenza della musica

– Data base/Playlist

– Fonti sonore

2) Orecchio fotografico

– Visualizzazione

– Interattività culturale

– Gesticolazione/Attività fisica

3) Decodifica e traduzioni

– Raccontare la musica

– Analisi sonorità individuali e di gruppo

– Restituzione spettacolare aperta al pubblico

Breve biografia Salvatore Greco

Maturata esperienza nell’ambito dello spettacolo affiancando la sua famiglia nella gestione del Teatro Club di Catania, in qualità di coordinatore delle attività di Teatro Ragazzi. Realizza spettacoli e organizza rassegne e laboratori con la Compagnia Il Circo di Via Condotti. Dal 1988 inizia ad occuparsi di comunicazione d’impresa realizzando progetti teatrali e audiovisivi per Enti e Aziende su tutto il territorio nazionale. Ha scritto vari testi teatrali, e cine televisivi. Dal 2015 è un produttore indipendente di cinema e teatro

Cinema and theatre are perfect levellers in society. I’m a young 60 years old. My first short film in 1977. Before that I was involved in music. One thing following another so strongly I got lost. The alarm rang in 2013. From that moment I let my culture free in a game called improvisation. I read, I listen, I look beyond, so far beyond that I cannot explain. I have always photographed my movement, now I’m more conscious to produce what the world wants.

   

 

 

flussi

Dalla stanza accanto alla cucina, la mia camera da letto, arriva una bella musica, ben scandita, come un susseguirsi di emozioni.  Da quando è iniziata questa penitenza casalinga ho piazzato qui il mio quartier generale. Scrivo dal  grande tavolo della cucina, riordino appunti e catalogo la mia musica 

Questo brano di Kevin Morby dal titolo Harlem River è per me una ginnastica mentale. Non capisco le parole, se non alcuna. Poco fa è la parola LOVE quella che ho capito più di altre. Il ritmo è seducente, magistrale. OF YOU, se è questo ascolto che mi arriva, vuole forse dire, un DI TE. La musica nella sua accezione infinita, ecco cosa provo ogni volta. Questa è una ballata che se vogliamo è il termometro di una relazione. di uno stato di cose, di uno scambio di armonia, i flussi dell’empatia. Per esempio, per me questo ascolto mi da la consapevolezza del baricentro della relazione con me stesso, con il mondo. Questa musica arriva dal mio data base, arriva nel momento in cui l’ho incontrata, scelta e ho trovato uno spazio per lei. Oggi da quello spazio che si rinnova, da quello spazio dedicato arriva perché io posso ascoltarla. Precisi momenti, precisi spazi. Questa musica mi appartiene, nel senso che la sento pertinente. E’ una proprietà di condivisione, virtuale, di fruizione. Adesso ne fruisco la sua necessaria potenza. E’ vero, mi piace. Mi lascio stupire da ogni cosa. Dal sole che si rinnova e mi rinnova con la sua potenza, la vita è uno specchio, mi ricorda la mia autorevolezza. Prego per far si che il mondo proceda con il suo incanto e che trasformi ogni disincanto in farina integrale, in condimenti per fare cose buone e rallegrarci, costruire nuove idee, realizzarle. Questa è una ballata che può essere tradotta come in una coreografia, come un tempo ci ha suggerito Pina Baush, come l’ensemble famoso che vedi nel film dedicato a lei o lo trovi su youtube. E’ un treno di persone che percorre gli spazi e il tempo. Cerchio, treni, platee, tavolate, libere espressioni.. è forse questo che abbiamo smarrito in questi giorni, per me è apparentemente perso! Secondo me questa ballata, questa musica ci dice, che, abbiamo perso solo il superfluo.. Uauuu! Stiamo pulendoci, rinnovandoci, da tutte le scorie delle inutili cose raccolte, dall’avidità. Se continui a sentire il ritmo è sempre più serrato e costante, la costanza di un creativo, la costanza della fantasia che illumina ogni cosa, che la rende speciale. Ecco cosa è vantaggioso fare, elaborare e rielaborare ogni attimo in una costruzione di elementi che servono al proprio nutrimento culturale, che poi è quello di tutti. Seguire il flusso, i flussi

Dopo averlo ascoltato mi passo lo sfizio di conoscere il testo in inglese con traduzione in italiano, felice che il mio sentire coincide, questo è il mio parlare con la musica

Harlem River di Kevin Morby

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Harlem River, parlami
Harlem River talk to meDimmi cosa ne pensi

Tell me what you think aboutHarlem river

Sono innamorato amore amore amore

Harlem river I’m in love love love loveHarlem River, parlami
Harlem River talk to meDove ‘siamo diretti adesso

Where’ we headed nowHarlem River Sono innamorato amore amore amore
Harlem River I’m in love love love love

Tutto per colpa tua
All because of you

Nella mia perla e nella mia scarpa con diamanti
In my pearl and my diamond shoe

Ho scalato una nuvola
I climbed a cloud

Ora ho rubato la luna
Now i stole the moon

Harlem River
Harlem River

Tutto per colpa tua
All because of you

E Harlem River mi ingoia
And Harlem River swallow me

Metti le tue mani intorno al mio collo
Put your hands around my neck

E Harlem River non riesco a respirare
And Harlem River I can’t breathe

Adesso hanno spento le luci
They’ve got the lights down now

E Harlem River mi dà le ali
And Harlem River give me wings

Metto la testa tra le nuvole
Put my head up in the clouds

E Harlem River tutto perché
And Harlem River all because

Oh, non sono da nessuna parte adesso
Oh I’m nowhere now

Harlem River
Harlem River

La musica è vera
The music’s true

E nelle mie scarpe di perle e diamanti
And in my pearl and diamond shoes

Ho scalato una nuvola
I climbed a cloud

E ora ho rubato la luna
And now i stole the moon

Harlem River
Harlem River

Tutto per colpa tua
All because of you

E non lo so
And i don’t know

Non lo so
I don’t know

Proprio dove sto andando
Just where I’m going

Perché non lo sono mai stato
‘Cause i’ve never been

E non lo so
And I don’t know

Non lo so
I don’t know

Proprio dove sto andando
Just where I’m going

O dove sono stato
Or where i’ve been

Oh Harlem River
Oh Harlem River

Come un diamante
Like a diamond

Sonaglio
Rattle

Quel sonaglio facile
That easy rattle

Scorri come quel fiume Harlem
Flow like that Harlem River

Sonaglio

Rattle

Quel sonaglio facile
That easy rattle

Scorri come quel fiume Harlem
Flow like that Harlem River

Ho corso per te
I ran for you

Ho corso per te
I ran for you

Ho corso per te
I ran for you

Ho corso per te
I ran for you

Fonte: Musicxmatch

Compositori: Rob Barbato / Kevin Robert Morby / Justin Gerard Sullivan

Testo di Harlem River © Domino Publishing Co. Ltd., Kevinmorby

Ascolta anche tua questo brano e scrivi quello che ti dice, buona espressione di ciò che senti

il riccio

L’intelligenza è indipendente, cresce secondo precisi principi ed è lunatica.

Si può capire, comprendere l’intelligenza. Si vede nelle azioni, nel modo di fare delle persone. A volte l’intelligenza spaventa come forse è nel caso della storia dell’eleganza del riccio. Romanzo e film, semplicemente Il RiccIo

 

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo… questa è la prima battuta. Una battaglia permanente in cui si vince distruggendo l’altro.. Tutti sono ricci nella vita, più delle volte senza eleganza.. Se esiste la possibilità di diventare quello che ancora non si è.. Avrò saputo fare della mia vita altra cosa di quello a cui mi so destinava.. È una usanza Giapponese, quando ci si siede la musica parte.. Solo la psicanalisi concorre con le religioni nell’amore delle sofferenze che durano.. Temo di essere una selvaggia.. Mi ha fatto molto piacere, ma mi ha molto spaventata, ci tengo a rimanere discreta.. Cambiare il modo di addentarlo è come gustare un cibo nuovo.. Come si decide il valore di una vita.. Quello che conta non è morire, ma quello che si fa nel momento in cui si muore.. Renée cosa faceva nel momento di morire, era pronta ad amare

Un film leggero, ben fatto. Bravi attori, giovane regia

Diretto da una regista esordiente non ancora 30enne che ha adattato il best seller L’eleganza del riccio (2004) – 2 milioni di copie vendute – il film è uscito in Italia tra le onde di una polemica della sopravvalutata autrice Muriel Barbery che l’ha accusato di tradimento. Il film, però, migliora il romanzo, lo asciuga, è più compatto e scorrevole. Benché un po’ rozza nella regia, la giovane Achache se la cava.” fonte https://www.mymovies.it/

gruppo di lettura

Ho guardato un film “Il sapore del successo” titolo originale “Burmt”, mentre prendevo appunti per realizzare uno composizione per il  gruppo di lettura del quale faccio parte da due settimane, grazie a Claudia che mi ha invitato. Lavorare per creare uno scritto è impegnativo e sempre stimolante prima di tutto per me, a seguire per chi potrà beneficiarne.

La scrittura è una procedura libera e va assecondata. Si nutre di stimoli. Il cinema quando è costruito ad arte è sempre stimolante

In questa scena si citano personaggi mitici come  Rolling Stones, Luke Skywalker, Yoda.. paragonati ad un chef

Questo film mi piace, è semplice, ben fatto, mi piacciono le inquadrature, un buon casting. Contiene quel pizzico di azione e romanticismo che assieme mi piacciono, lo rendono vivace e godibile. Questo film parla a mio avviso di rivoluzione umana. Realizzato da bravi attori Bradley Cooper, Sienna Miller, Omar Sy, Daniel Bruhl, Matthews Rhys, Riccardo Scamarcio, Alicia Vikamder, Uma Thurman e Emma Thompson. Soggetto di Michael Kalesniko. Regia di  John Wells

Il tema del gruppo di scrittura di questa settimana è “il conto in sospeso, il tempo risolutore”. Mi sono lasciato trasportare dal’immediatezza. Anche grazie a questo film sto dando corpo alle mie idee. Si richiede di immaginare un  dialogo intimo. Un dialogo che possa spingerci in profondità e farci incontrare la nostra anima. E’ consigliato dire la propria. Ci mancherebbe. Qui dirò la mia supportato dalla parola di altri. In questo caso la mia scelta. O per meglio dire un riassunto utile al compito. Scegliamo una musica.

La prima musica che ho sentito in questo film

Con questo sound è come se le parole si mettessero in movimento da sole

Il filo nascosto che trovo rispetto al primo incontro con il gruppo avvenuto in Zoom sabato scorso lo metto in campo con un ripasso degli appunti raccolti durante il contest, ho cercato di sentire ogni persona, me compreso che in quella occasione ero a casa della mia compagna. Ho messo in campo la mia sensibilità di autore e regista, ed ecco  le mie impressioni in questa sequenza di bellezza interpersonale

  • Valentina e del suo IMPAREREMO. Valentina che corre, emotiva molto attiva.
  • Francesca e dei suoi ARCOBALENI. Potenziale attrice ci parla di insolito, di libri che danzano. ci parla di curiosità. Mi sembra esagerata, dominatrice. Lupi buoni, assaporando il desiderio.
  • Francesco e Maria Rosa potenziale Attrice. Francesco rassicurante, in ombra, poeta ritroso e diffidente. Maria Rosa severa, solida, amabile. Entrambi del QUEL CHE SEI ADESSO in una lettura a tratti lontana da parte di entrambi.
  • Rosalba che legge forse scollegata dalle parole. E’ un tema scolastico oppure una lettura da salotto in cui c’è un sottotesto emotivo.
  • Carmelina che Claudia apostrofa con BELLA FANTASIA. Bel ritmo, bella visualizzazione.
  • Angela del dinamismo. Un testo e una lettura che ci ricorda Paolo Poli. Mi piace e lo leggo assieme al mio.
  • Marilena in una lettura dissociata con una BAMBINA INFINITA. Luci, la superficie di un lago, oltre che mi ricorda e associo al film La rosa purpurea Cairo di Woody Allen

Questa citazione dal film di Woody Allen la dedico a Claudia il coach di questo gruppo, lei capirà il perché. E’ la storia di un uomo che cerca di realizzarsi

  • Maria Rosa Bigi con un personaggio amico e figurato
  • Maria e Rosalba in una lettura comune di UNA VITA DI MERDA. Maria attenta, volenterosa. Rosalba decisa, calcolatrice, autoritaria

Altro brano musicale dallo stesso film

Da tutto questo ricavo uno scritto, appunti dal film che ho visto, che sono un potente stimolo. Affermazioni necessarie sia per me che per il tema

Agire con disarmo. Ci accomuna un libretto di appunti.

Helen: Cosa è uno scherzo?

Adam: Di che parli?

Helen: Mi lascia un biglietto per vederci da Burger King..

Adam: Nessuno scherzo, è un posto economico facile da trovare. Non ti cacciano se parli da solo, che per me è vitale.. siediti.. vuoi pranzare?

Helen: No, non qui, no!

Adam: Perché?

Helen: Preferisco piatti fatti da un vero chef..

Adam: ..o da chi lavora al minimo salariale…

Helen: Si! Signor Jones sono una Sous-Chef, io lavoro al minimo salariale..

Adam: Sai perché quello come te odiano i fast food?

Helen: Che vuol dire quelli come me?

Adam: Perché è il cibo per la classe operaia..

Helen: Non capisco…

Adam: Ora spiegami perché costa 500 dollari in più mangiare in un posto come i nostri che in un posto come questo

Helen: No!

Adam: Perché non puoi!..

Helen: Perché qui tutto è fatto con troppi grassi, troppo sale, troppi tagli scadenti di carne…

Adam: Hai appena descritto i più classici piatti contadini francesi.. Burger King ovvero contadini che fanno quello che sanno fare.. dare un po’ di stile a tagli scadenti di carne, goulash, bourguignonne, cassoulet.. devo continuare?

Helen: Devo andare ora!

Adam: Avresti invece dovuto dire che il problema di questo posto è che è troppo costante, e la costanza è morte!

Helen: La costanza è quella che ogni grande chef insegue..

Adam: No! Uno chef deve inseguire la costanza dell’esperienza, ma non la costanza del gusto.. è come il sesso.. vedi sempre nello stesso posto, ma devi trovare modi nuovi e pericolosi di arrivarci..

Helen: Vorrei poter dire che è stato un piacere rivederla, ma sto bene dove sto… buona fortuna

Fare di altre esperienze la propria per godere di altri flussi. Il punto di partenza è essenziale. Lux Skywalker, Yoda.. chi sono? Saprebbe cucinare le pietre. Ti do la change di renderlo finalmente fiero di te. Sei il migliore maitre d’Europa. La mia cucina sarà la cucina migliore del mondo e prenderemo la terza stella. Mi dica cosa la spaventa? I ragni, la morte. Magari teme l’imperfezione delle relazioni umane..imperfezione degli altri, di se stesso. Cosa succede se prende la terza stella? Oh! Non se, quando!  D’accordo, festeggiamenti, fuochi d’artificio, santità, immortalità! La perfezione. Certo. Che succede se fallisce. Colera e pestilenza.. inondazioni, cavallette.. arrivano i quattro cavalieri e l’oscurità discende. Qualunque cosa sia stato, chiunque sia stato è ora di venirci a patti e non possiamo farcela da soli. Si è forti a cercare aiuto negli altri, no deboli. Non esiste niente di più semplice del semplice. ce l’hai un bel vestito? Come? Ce l’hai un bel vestito? Devo andare ad una festa, sei l’unica ragazza che conosco. Fingi di essere la mia ragazza, va bene.. se Reece scopre chi sei di sicuro ti ruberà. Se fossi la tua ragazza mi prenderesti il braccio. No se fossi la mia ragazza avremmo litigato nel taxi e non ci parleremo…  A che serve l’intelligenza. Non avevo sonno e mi sono ricordata che ci servivano le sogliole. Mettere soldi da parte, come si fa? Quella vocina era l’unico posto a cui avessi  mai sentito di appartenere. Ho mandato tutto a puttane. Forse, lo volevo da morire, ma forse l’ho avuto troppo presto, e non ho saputo come gestirlo, cercavo di controllare tutto e poi quando volevo evadere, invece.. L’idea  tua.. La pietà del tuo nemico è un po’ l’inferno! Che è successo? Eri fuori di testa, dai vieni a mangiare. Buono! Lo so! Perché mi hai dato una mano? Perché ho bisogno di te, come tutti, se lo capissi non ti sbatteresti tanto. Si? Sei più bravo di me e questo fa di te il migliore, ma noi abbiamo bisogno che tu ci guidi in posti dove non arriveremmo mai. . Sei un uomo fortunato! Il debito era mio quanto tuo! La mia vita sarà una strada lunga e difficile, ma io spero che pian piano riguadagnerò il rispetto di tutti e quello di tuo padre. Grazie! Maria ha saldato il debito. Ti ho cercato dappertutto. Ho paura, non so se ce la faccio. Ascolta.. cuciniamo insieme e stiamo attenti gli uni agli altri.. non ce la puoi fare da solo, nessuno può, ti devi fidare di noi.. ok? .. siamo la tua famiglia!

grazie

Ennio Morricone, piazza Navona, il tricolore, la maglia dell'Italrugby. Il resto del mondo ce la può sucare#daje🇮🇹

Pubblicato da Maurizio Martinelli su Domenica 29 marzo 2020

 

 

Apro la pagina Facebook dell’entusiasta coerente forse arrabbiato stizzito Maurizio Martinelli. In questo momento di lockdown, marzo 2020, ci propone la maestria di un giovane musicista che da una terrazza, su una deserta piazza Navona a Roma, uno dei posti più belli del mondo, fa risuonare il canto d’amore di Ennio Morricone. Deborah’s Theme tratto dal film di Sergio Leone Once Upon a Time in America,  C’era una volta in America. E’ per me un susseguirsi di pensieri e collegamenti, scambio arte con arte. In questo vuoto e silenzio irreale grazie a tutte le idee che diventano forza, godo di queste iniziative, il filmato, l’esecuzione, la magia della musica. Sono espressioni di un sentimento che chiunque può utilizzare, che ci permettono di fermarci e riflettere. Grazie al mio lavoro lo faccio spesso, sono felice che oggi questa sia una gioia condivisa. Ci voleva uno stop forzato per ascoltare un mondo che chiede solo di essere apprezzato

definizione

Il cinema, il teatro sono la perfetta uguaglianza tra uomini. Ho 60 anni, diversamente giovane. Il mio primo cortometraggio nel 1977. Ancor prima ho incontrato la musica. Un susseguirsi di un susseguirsi talmente potente da perdermi. Nel 2013 è suonata la sveglia, l’aveva presa mia sorella. Da quel momento dopo aver fatto colazione sono al lavoro, ho scritto di idee. Ho lasciato libera la mia cultura in un gioco chiamato improvvisazione.  Mi affido continuamente, ho fede. Alcuni segnali li ho raccolti, li ho agiti. Ho fotografato il mio movimento. Adesso sono attento a produrre quello che vuole il mondo. Sono a disposizione, pronto ad essere arruolato. Vedo oltre, talmente oltre che non te lo so spiegare. Gestire tutta questa roba ha bisogno di un amico, dell’amore. Di te che sei un mecenate o un produttore, di te che con la stessa potenza con cui realizzo i miei lavori tu gestisci la pubblicazione ed entrambi creiamo bene bellezza e guadagno

Cinema and theater are the perfect equality between men. I am 60 years old, differently young. My first short film in 1977. Even before I met music. A succession of a succession so powerful as to lose me. In 2013 the alarm went off, my sister had taken it. Since then, after having breakfast, I am at work, I have written about ideas. I let my culture loose in a game called improvisation. I constantly rely on it, I have faith. I collected some signals, I acted them. I photographed my movement. Now I am careful to produce what the world wants. I am available, ready to be enrolled. I see beyond, so beyond that I cannot explain it to you. Managing all this stuff needs a friend, love. Of you who are a patron or a producer, of you who with the same power with which I make my works you manage the publication and we both create good beauty and profit

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parlo con musica

Quando scambiamo l’alba con il tramonto viviamo al contrario e ciò che è buio ci sembra luce e così al contrario. Riprendiamo il ritmo, usiamo la musica. Di questo e di altro è composto il mio laboratorio PARLO CON LA MUSICA. Ti aspetto il 19 ottobre alle 19 per la presentazione e il 23 ottobre per l’inizio del corso. Baci @ OPEN Catania , Via di porta di ferro 38

coming soon

Five Reasons You Should Dance in the Kitchen

Tra qualche giorno vi comunichiamo le date del laboratorio Parlo con la musica ideato e condotto da Salvatore Greco. Per adesso segnate nel vostro diario che il 19 ottobre alle 19 da Open a Catania in via porta di ferro 38, c’è una grande festa di presentazione programma. Parlo con la musica è il laboratorio di formazione sull’ascolto musicale e le sue potenzialità interscambiabili in ogni contesto come magia e fruizione del bello che c’è attorno a noi. L’esercizio consente di alimentare la propria sensibilità, possiamo dire ricettività, attraverso gli stimoli contenuti in ogni brano di chicchesia musica. Provate. Per info dettagliate scrivete a parloconlamusica@gmail.com. Se volete inviate dei link musicali di brani che amate, parleremo meglio.

Tomasz Setowski

XII EDIZIONE DI STATE AKORTI

La XII edizione di State aKorti, Festival internazionale del cortometraggio comico-umoristico torna il 2, il 3 e il 4 agosto 2019 nella Terra di Bò con un intero fine settimana dedicato alla celebrazione della risata, dell’ironia e dell’umorismo in tutte le sue forme.

E’ questo l’intento di Bò Laugh, il grande contenitore di cabaret, musica, arte e intrattenimento, che il team di Dibo Eventi e Mizzica Film realizza per garantire ciclopiche risate perché, dovreste saperlo, ridere fa bene al cuore, aumenta le difese immunitarie, stimola le endorfine, abbassa la percezione del dolore, riduce stress e ansia e i benefici del riso non finiscono qui.

Tutto pronto quindi per il ciak su questa edizione che ha deciso di aprire – venerdì 2 agosto, a partire dalle 21:00 – con una serata inedita, dai colori e sapori ben diversi da quelli consueti e che vuole invitare alla riflessione il pubblico: una finestra sul problema della Repubblica Democratica del Congo dove in occasione delle elezioni presidenziali (che non si svolgevano da ben 17 anni), nelle città di Butembo e Beni, roccaforti dell’opposizione al presidente Kabila è stato impedito di votare adducendo come ragione ufficiale la presenza del più grande focolaio di ebola al mondo. Entrambe le città si sono ribellate alla decisione del governo e sono cominciate le proteste che hanno portato il Paese sulle soglie della guerra civile. Alessandro De Filippo, docente di Cinema, Fotografia e Televisione al Disum (Dipartimento Scienze Umanistiche) dell’Università di Catania, si è recato nella regione del Nord-Kivu e ha raccolto immagini e clip video di questa importante manifestazione di democrazia popolare:

Sabato 3 agosto, a partire dalle 21:00, largo alla proiezione dei corti in concorso per la manifestazione.

Sono 13 i corti finalisti per la XII edizione di State aKorti, tutti provenienti da Francia, Italia e Spagna: El libre di Francesca Catala (Spagna 2019), Elvis di Andrea della Monica (Italia 2018), 9 pasos di Marisa Crespo Abril Moisés Romera Pérez (Spagna 2018), Chicken di Paula C. Frias (Spagna 2019), Con Paquito era Mejor di Adàn Pichardo (Spagna 2018), Traum(A)Novelle di Francesco Faralli (Italia 2018), Parru pi tia di Giuseppe Carleo (Italia 2018), Pizza di Inñaki Rikarte Egidazu e Aitor De Kintana Moraza (Spagna 2019), Je suis

de Trop di Macìxime Baudin (Francia 2019), Eco di Raùl Mancilla (Spagna 2018), Trend di Imanol Ortiz Lòpez (Spagna 2018), In love di Lopez Le Frères (Francia 2018) e Money Time di Clicquot Guillaume (Francia 2019).

In palio il premio Miglior Cortometraggio (500 euro) che sarà assegnato, come di consueto da una folta giuria di esperti di cinema e cinematografia, giornalisti e critici di settore, registi e (semplici) appassionati della Settima Arte che quest’anno sarà presieduta dall’attore Giuseppe “Pippo” Pattavina, testimonial 2019 del Festival, che – come già molti altri artisti siciliani riceverà la solenne investitura del Festival: l’identificazione con una pianta all’interno dell’Orto Bòtanico. Come sempre resta un segreto la pianta scelta dal testimonial che verrà svelata proprio dal testimonial in occasione della serata centrale del Festival.

La tre giorni di Bò Laugh si concluderà domenica 4 agosto, a partire dalle 21:00. In programma la presentazione del libro di Luca Vullo “L’Italia s’è gesta – come parlare italiano senza parlare” e la proiezione del film Esame di lealtà di Salvatore Greco

Anche per quest’anno l’appuntamento con la comicità e la risata vivrà una fase di TRANSUMANZA al centro storico di Catania, in collaborazione con l’AMT. Uno spin-off del festival che ci regalerà una quarta giornata di grasse risate.

Tutto questo, grazie alla presenza di ben 3 direttori aristici: Carlo Lo Giudice, Nicola Palmeri e Simone Spitalieri.

A presentare la manifestazione, sarà come di consueto la giornalista Carla Condorelli, ormai storica presentatrice del Festival State aKorti e, sotto l’Alias di Erremoscissima, front woman degli Stipsy King.

Il concorso è patrocinato da Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) Direzione Generale Cinema, Agenzia per la Coesione Territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Sicilia-Assessorato al Turismo, Sport e spettacolo – Ufficio speciale per il Cinema e l’Audiovisivo, Sicilia Film Commission, Sensi Contemporanei, FCS – Coordinamento dei Festival del cinema in Sicilia, Codacons, Città Metropolitana di Catania, Comune e Pro Loco di Viagrande, Legambiente.