Gregge

Lottare per riuscire

Dove siamo è il posto dove realizzare la nostra missione

Lo studio di giovedì mi apre le porte alla riflessione sull’individualità: è una ricerca continua che sfida l’omologazione. Omologarsi significa entrare nel gregge senza sapere bene perché, significa seguire le ultime tendenze e assomigliare a qualcun atro.

La vita in copia secondo me ha poco senso, anche se è la più diffusa e la più disorientante.

L’emulare è già diverso: vuol dire essere ispirati a raggiungere obiettivi specifici, superare, superarsi.

Essere veramente se stessi è veramente difficile. Essere curiosi, allenarsi ad usare la percezione con la propria natura, avere il coraggio di seguire le proprie tendenze, le proprie convinzioni. Di questo atteggiamento determinato, di questo impegno ho fatto la mia bandiera più che altro in salita.

Solo da pochi anni sono riuscito a gestirmi totalmente.

Lottare per vincere

Dove siamo è il posto dove realizzare la nostra missione

Fino a qualche anno sono stato sviato, rapito da quella che sento nel mondo come aggressività diffusa. Il malessere dell’umanità che si trasforma in assenza di dialogo e empatia. Prepotenze incontrollate. Questo perché quando l’omologazione diventa un boomerang, si ritorce contro chi la applica e sentendosi disperso reagisce. L’omologazione molto spesso non avviene come si vuole, l’omologazione è una catena, quindi le persone diventano irascibili e considerano le persone indipendenti come spie, nemici del sistema.

L’omologazione ti porta ad immaginare di acquistare la felicità, o di acquistare ciò che pensi ti porti la felicità. I surrogati della gioia.

La nostra individualità è un tesoro unico che ognuno possiede.

Cercando di essere ciò che non si è, di fatto e di natura, si esaspera la propria vita, la si snatura. Si snatura se stessi e il proprio ambiente. Si finge di essere altro da sé stessi.

Grazie alla preghiera, alla meditazione abbiamo il potere di trasformare ogni cosa, anche con tonnellate di pazienza.

Un aspetto a volte catastrofico è l’omologazione con il capo branco che a sua volta cerca l’omologazione con un leader di riferimento, cerca la potenza in altri senza amarsi e tirarla fuori da sé stesso

Lottare per riuscire

Dove siamo è il posto dove realizzare la ns. missione

La nostra individualità emerge e si potenzia, risplende, quando ci impegniamo al massimo delle nostre capacità. La nostra unicità, la nostra profonda bellezza e saggezza, serve all’umanità e ci permette di realizzare la pace, il benessere, le conquiste, l’educazione … ogni cosa che appartiene al progetto dell’anima. Ci permettere di manifestare il nostro Karma, trasformarlo in missione.

Ognuno è un tassello di un gigantesco puzzle, ognuno è unico. Il gregge esiste nell’unicità diffusa piuttosto che in desideri e sensazioni mancate

 

 

 

Valentina

La musica è tutt’altro che routine, la musica è l’elaborazione magica di ogni nostro pensiero. La musica è la manifestazione dei ns sentimenti anche quando sta zitta dentro di noi e si muove e canta solo con il pensiero. La musica che scegliamo è la ns realtà, questa è quella che ha scelto Valentina

 

The Flamingos – I only have eyes for you

Ti ha mai detto nessuno che potresti essere maga, o forse meglio dire una fatina? Doppio ruolo, capacità di interpretare sia Cenerentola che fata Smemorina. Nel frattempo metti sempre il pilota automatico per ogni tuo tempo, o forse il pilota controllore. Come in questa canzone, pausa e riflessione. Attesa, sospensione. Passi felpati come una gatta. Nel mentre vediamo molti specchi davanti ai quali ti chiedi “come mi sta?”. Sogni molti e ricorrenti come in una serie televisiva, questa è un’ottima sigla, in una opera in cui sei la star. Interprete e personaggio principale anche di altri tempi, dipende dal mood nel quale ti collochi. La canzone ci dice che sei abituata al castello, alla servitù. Un castello incantato che a volte, per certi versi più che reggia potrebbe essere una prigione. La luce del comodino spesso rimane accesa, leggi prima di andare a dormire?

 

Lello Analfino – Cocciu D’Amuri

Dichiari con questo brano la tua sensibilità, un tentativo di essere Vasco Rossi, nel mix rock e miele. A questo si aggiunge quel pizzico di cinismo che secondo me ti distrae. Grande voglia di spettacolarizzare qualsiasi cosa anche solo nella tua fantasia. Ci metti tutto di più per fare altro? questo pensiero appartiene al mondo delle contraddizioni. Coerenza o incoerenza questo dipende solo da te. Voglia di ricevere una serenata è un idea, come idea divertente, manifestazione, forse nel momento stesso che accade sono troppe le cose che devono combaciare per dare tu pieni voti. Voglia di essere al centro dell’attenzione anche se nascondi benissimo questa esigenza. Mestieri possibili per te sulla base di questo brano sono vari, manuali, vediti come: pizzicagnola, sarta, elettricista, manovale, contadina, oste in un paese del ‘300 sperduto tra le montagne. Forse anche Mozart che compone e suona. Hai mai pensato di fare l’esperienza di camminare sui trampoli immaginandoti Rapunzel in un libro di fiabe. Oppure preparare un tetto di stelle luminose che accendi a tempo di musica. Puoi anche immaginare con questo brano tutte le coppie di fatto o che metti assieme tu. Le vedi che ballano in riva al mare o in cima di una montagna in una notte qualsiasi, anche se piove. La pioggia, altra cosa che forse ti piace? Avresti voluto conoscere Domenico Modugno anche in versione francese.

 

Ain’t got non home – Clarence Henry

Ci vuole orecchio per scegliere un brano come questo. Ci vuole allegria destreggiante sapienza per metterlo al terzo posto di questa compilation. Rispecchia la tua allegria e vivacità? ..fuori da ogni rituale e confine. Viaggi in treno, in una corriera anni 50, viaggi a piedi, viaggi non convenzionali. Puoi dire ad altri che non lo sei, dentro scalpiti. Questa selezione ci porta a pensare al gioco, alla fantasia interpretativa, a equilibri di combinazioni di ballo. Ecco il ballo! Ballo in coppia. Fuori da ogni schema c’è un’anima che vuole dire mille cose. Cosa ti trattiene? Sembra che tu abbia voglia di divertire come un’animatrice e divertirti. Il ritmo che bella cosa. Immagina questo brano in una catena di montaggio di una fabbrica, tutti si muovono a tempo, che ne pensi? Ogni cosa può essere spettacolo, dipende da noi, sempre. La responsabilità di ciò che viviamo è sempre nostra

 

 

Cinema Paradiso – Ennio Morricone

Avrai visto il film Ennio di Tornatore, se non ti è capitato, fallo capitare. Un film bello per un racconto in musica che è straordinario. Veniamo a questo brano. Meditazione, attesa come il primo brano. Davanti al mare a sognare. Davanti ad un prato infinito a sognare. Seduta dentro un autobus in città, a sognare. Davanti ad un piatto, seduta a tavole, mentre non mangi, sogni. Questa vita è un sogno in più dimensioni. La nostra mente, per non dire la tua, come affermativo, spazia e i tuoi sogni si arricchiscono. Fluire di coriandoli abbellisce la scena, la sostiene nel dire che è tutto poesia, la poesia che nasce da un accordo di note e che si apre all’incanto della natura e di ciò che entra in sintonia con noi. Possibile che tu scriva poesie o racconti? Possibile che tu sia gelosa di ciò che scrivi e li nascondi? Possibile che sogni sia il vestito di Cenerentola per andare al ballo o in trattoria, e lì incontri il principe azzurro? Anche se lo trovi continui a sognare. Ti piace la casa ordinata e sei capace di smontarla e rimontarla molte volte in un anno. Sei anche senza orari. Puoi invertire il giorno e la notte. Gli altri possono sorprendersi, tu rimani impassibile. Sulle scelte non c’è nessuno che può distrarti, per questo a volte c’è da riflettere. Forse ti piace disegnare? Se fosse così è un altro elemento che ti permette di poetizzare su ogni cosa. Poetizzare penso sia la tua indole.

 

Linger – The Cranberries

C’è sempre una realtà con la quale fare i conti. Le realtà o ci stuzzicano o ci annoiano. C’è sempre ciò che ti riporta alla quotidianità. La tua è forse standard, è forse monotona? Il tuo sogno lo vedo in maglietta e pantaloncini a correre come in un film, senza sapere dove andare. Questa canzone è perfetta mentre prepari i tortellini per il pranzo di famiglia; mentre il sole illumina la campagna. Vorresti ubriacarti di vino buono. Ridere e ballare come Julie Andrews in Tutti insieme appassionatamente. Forse il tuo rapporto con lo spettacolo, il cinema, la fotografia è radicato dall’infinito passato. Sei una scoperta per chi ti scopre. Gli specchi ti portano alla misura del tempo, a cambi di abito e trucco, per interpretare chi vuoi. Sognante, felice. Forse è impossibile vederti fumare?

 

One scotch, one bourbon, one beer – Amos Milburn

Ogni cosa che facciamo, quando la facciamo al meglio, serve al mondo.  Se rispondiamo al mondo, il mondo ci spinge in avanti, ci fa crescere, come in questo caso. Spalanchiamo finestre e ammiriamo nuovi paesaggi. La sensualità la sai utilizzare. Forse balli swing, ma non basta. Se hai scelto questo brano solo per il brano, per quel senso di libertà che ti porta, mi sembra molto interessante. Il ballo è a volte ripetizione e i veri creativi si annoiano dopo un po’ se non trovano risorse pertinenti alla loro missione in questa terra, non basta ballare. Tu sei pronta e vuoi uscire da ogni tipo di schema? La tua vita è in divenire come il ritmo di questa suadente canzone, come il suo andare avanti e allo stesso tempo girare su sé stessa. La gioia non sta nel ballo, sta nel capire chi siamo e fare di tutto per realizzarlo. Il ballo è un accessorio, visualizza il ns coinvolgimento, non visualizza il sentimento. Per lo swing a volte è in contrasto, l’allegria evidente, un pensiero differente. Certi balli e certa attività fisica sono utili nella misura che liberiamo pesi, alleggeriamo tensioni. La musica ci sostiene anche se stiamo fermi, la musica gira intorno. La musica ci distrae come penso questo brano per te?

 

My sweet prince – Placebo

Una scaletta, una playlist, questo quello che è nato da un incontro. Può essere un programma radiofonico o televisivo o forse un documentario. È possibile perché la musica si presenta e ci presenta. Un racconto di te che parte da aspetti romantici, dal castello o dalla prigione e arriva ad una ampia introspezione. Hai fatto tutto da sola, complimenti. Scegliendo ed esprimendo gusti musicali. Il brano mi sembra azzeccato per chiudere questa esperienza di fruizione musicale. Può essere la musica giusta come sottofondo ad una cena illuminata dalla luna? Un rito con il vino di poco fa che torna autorevole? Un citofono forse collega gli opposti. Decidiamo le persone giuste in una continua evoluzione, ci approcciamo dedicando ogni sfumatura alla luce della luna. Ti è capitato di parlare con la luna? Per me questa scelta musicale rappresenta questo. La luna illumina i tuoi desideri in quel determinato e consapevole “Grazie Posso”. Bella questa scelta! Esprime questa gita tra vari aspetti, tra varie fotografie; si chiude con un magnifico sorriso. È bello dire, è bello godere di ciò che si pensa e si fa. In questo caso scatta la soddisfazione e poi ci diciamo: congratulazioni.

Ti dedico un brano

 

Pubblico

Lo stato dell’arte e delle cose. Una serie tv o un film. Le bollette da pagare e le soddisfazioni da mare. Il versante degli scogli o della sabbia, ritmo, il secondo permette di camminare anche se non è bello come l’andirivieni delle rocce. I film che ho fatto e che farò, le presunte competizioni o per meglio dire trionfanti occasioni. La mattina all’oro del sole, a volte fermarsi a pensare distrae dalla confusione. Incoraggiamento. Mi rimetto continuamente in discussione. La montagna di ostacoli, le mancate collaborazioni, stare per nel tempo senza guadagnare come sperato. Sorprendere la mente. Invece di limitare lo sguardo, affronto, attraverso. Le salite ti allenano, creano delle pause dove si ascolta ciò che il silenzio vuole dire. Anche se la situazione ti sfianca, ti porta a continui aggiornamenti, la risposta sta nel contrattacco con volontà e fede. Scrivere. Riflettere e rideterminare, senza arrenderti, senza perdere di vista i grandi obiettivi. Amare.

Fare un salto evolutivo. Un tempo governavano i forti, oggi governano i deboli. Il mistico deve essere vincente. A volte sembra che faccia molte cose, mi sembra di essere un tuttologo, provo più occasioni nel caso alcuni progetti o obiettivi rallentassero nell’imprevisto. Mi impegno in continue verifiche ed elaboro come adesso a ruota libera. Vivo innamorato dell’agire, perché l’attenzione alle piccole cose e una rispettosa verifica di idee e obiettivi. Migliorarmi continuamente anche al buio. Consiglio il buio, è da sperimentare. Utilizzo la legge mistica e la meditazione come canali principali di crescita. Faccio i conti con i miei limiti, decido di trasformare i punti deboli in risorse, continuo, scrivo. Uso la continuità dell’esploratore. Vivo nutrendo il senso di missione per ciò che sono, le mie peculiarità, le mie oscillazioni di gusto, il ciò a cui posso contribuire in questa vita. Mi sfido quotidianamente anche se lo so solo io. Adesso tu.

Da molti anni, a costo di sacrifici, privazioni, ho trasformato la paura della paura, in coraggio. Si delinea l’identità del ragazzo che sono stato e sono. Con questa naturalezza fronteggio dissapori a cui la società sottopone, routine di tempo a cui assisti e a cui partecipi. Per tendenza sono un lupo solitario e per giunta pignolo. Mi guardo, mi ascolto, mi stimo quando suono per più di 5 ore. Applaudi il DJ over 60. Mi piace vedermi ballare, vedere ballare. Sul tempo delle selezioni musicali, sto sul pezzo come un albero di ulivo.

Pratico il mantra, alimento riflessione. Affronto con saggezza ogni cosa, anche se a tratti inquieto. Con la preghiera ripenso a lontani ricordi. Ogni connessione con il qui e ora ha un suo senso. Guardo tutti i libri che ho in casa, più di 700 come nel sogno, varie librerie. Anni fa stampai varie copie di una newsletter dal titolo “Gioco di Squadra”, conteneva articoli vari di notizie e temi pubblicati da riviste e giornali, un magazine di aggiornamento sociale. Ricordo quando presentai il progetto, riconosco gli sguardi laddove anticipo le consuetudini future, lo sperduto visionario accolto con sufficienza.

A che serve la scrittura? A ricordare una ricetta di cucina? Un momento storico o una favola? Anche adesso che mi fermo e scrivo, perché lo sto facendo? Per chi? E con quali reali intenzioni. Probabilmente per avere concentrazione, attenzione a ciò che elaboro. È un allenamento, e quando lo rileggo parto dalla posizione che avevo in un dato momento, la proiezione. Mi chiedo quanti fanno come me? Serve veramente?

Parto dal qui. In un angolo, da un punto, una idea posto. C’è un pensiero e più di uno, nella vacuità più totale. Ecco la fotografia di quest’attimo. Cosa significa? Cosa sto tendando di esprimere? Approcci di necessità, uscire dal silenzio e raccontare di trovarmi dentro una caverna, e sentire come mi sto abituando. Per il mio amico Renato sono un precursore. Si riferisce forse a quel marasma contemporaneo che inquadrano i suoi occhi. La relazione sta in quella modalità in cui è rappresentata la mia reazione, di quiete. Penso che esageri, o forse dice verità. La bellezza sta sempre dentro al nostro reagire, all’estremo sono abituato. Questo stato di cose è stato generato dall’insieme delle mie scelte, da una condizione per cui è meglio per me attraversare che mettermi a trovare pezze. Potente è la prolunga del mio compassionevole vicino di casa. Escludo lamentela, responsabilità di ogni causa, vedo come va. Sto curando l’infinito, sono a buon punto. Mi appartiene la pazienza. La sconfitta sta già nell’indifferenza, sta nel rifiuto di attraversare. Resistere sta ad ogni sogno autenticato. Ogni uomo ha una missione.

La forza è nelle soluzioni, fuori da giri di parole, azione e abbondanza, uguale, relazioni. Per quest’ultima condizione, ogni volta la ricetta si rimodula accettandone ogni sapore. Sento quest’attimo più arzigogolato di altri, sono di prassi introspettiva, un lupo solitario. Riservato, è il contrario. La musica attraverso la gente mi restituisce soddisfazione. In questa sensazione ci sono due aspetti il pubblico che è la totalità e il privato che è la quota della restituzione del tuo lavoro. Pubblico il pubblico e accento il privato. È più importante, perché è il campione statistico. In questo momento la buona volontà non basta, più dell’io posso. Questa è l’anatomia di uno stato d’essere. Oggi il caldo rende ogni cosa rallentata. Sto tendando di acchiappare la storia, scrivere o correre? Cosi sono abituato. Rilancio. Procedo a random, lasciando aperta la possibilità di essere frainteso, di fare arrabbiare.

Senti il fischio di un treno che gira su sé stesso? Può arrivare la confusione, la verità sta alla traduzione con empatia ed ascolto. La circolarità è del circo e il fischio è del clown. Questa linfa è un richiamo di attenzione. Forse non ne ho bisogno, ci provo comunque.

A proposito di cercare aiuto. Riflessione sull’egoismo. Sarò egoista? Quali sono i confini dell’egoismo. Fuori da ogni competizione. Il protagonismo della vita. Mi affranco su vari ostacoli. Considero il valore come un diritto, la mappa per questa vita che va oltre qualsiasi giudizio o incomprensione.

A cosa servono semplicità, utopia, incoscienza. Cerco le contraddizioni, smuovere ogni pensiero e logica. Sono abituato a fare sempre tutto da solo. Vorrei cambiare abitudine, perché vorrei provare il contrario. Mi ci vuole tempo. Lunghe attese perché ogni distanza sta proprio in questa indipendenza. Gli errori al passato, le scemenze che non rifarei. Come cambia la relazione su cose che hai fatto, con i giocattoli che diventano da mercatino. Esperienza riduce la semplicità o l’arroganza nel fare errori. Per adesso offro le mie parole.

Buona Pasqua

L’artista è un equilibrista. Questa sua capacità è a servizio del mondo. La poesia è la vita stessa, all’unisono con l’aspetto naturale di ogni fenomeno. Tutte le condizioni create da questa volontà, da questa consapevole disciplina la rendono fruibile in missione. La fede sostiene la determinazione, sconfigge il dubbio ed ogni giorno facciamo una esperienza in questa continua scelta. Ci meritiamo di essere felici. Buona Pasqua a tutti voi

Lilli

Blogger Facebook e bella voce

Il potere della libertà

e del buon gusto

in una gioia

senza misura

dimostra

che siamo anima

nell’adesso

variopinto di musica

Ester

Solitario,
nel dialogo acceso con l’immenso,
prepari il volo divino
della carne, il prodigio
celeste…
Uno strazio di libertà
ti misura
il petto: è il dio dei gabbiani
che cammina nel tuo centro,
lo sai e ami tutte le costellazioni
specchi paralleli del vivere vedendo.

Ester Monachino da Dedicato a…

 

Fonte: https://www.facebook.com/ester.monachino

Alice

Penso che potresti mettere in scena una Cenerentola che prima diventa Biancaneve, poi si traveste da Rapunzel e infine si rende conto di essere Cappuccetto Rosso sorella dei Tre Porcellini. Come sai ti seguo su ciò che condividi da un po’. Il mio essere visionario e trasversale mi porta a pensare molto su di te. Mi arriva un carattere irrefrenabile, impaziente e volitivo. Penso che sia una reazione. Il mio amore per il teatro e l’arte è talmente chiaro e vissuto che è impossible trasferire questa potenza con un semplice trattato epistolare. Vorrei mettermi a servizio della tua poesia permette a te e a me di incontrare certe APOTEOSI culturali fruibili da spettatori di cui, permettimi, non sai neanche di cosa possa essere viverle, godere feedback e retrogusto. Stamattina impegnato fino dalle 6.30 con la scrittura di un soggetto di Documentario Cinematografico mi sono concesso una importante pausa: dire cosa penso e cosa invoco di Alice. Le distanze sono senza limiti, questo è fantastico. Le unisce spesso il coraggio e la determinazione di fare Arte, di fare della propria vita un’opera magistrale

Egoismo

Quando ascoltiamo gli altri, quando diamo loro attenzione, non siamo più egoisti. La cosa importante è dare valore a ogni persona e stare in buoni rapporti con tutti.
Nichiren Daishonin indirizzava lettere alle singole persone. Ogni lettera è differente, ma alla base di tutte c’è sempre il Buddismo. Non dobbiamo imparare a memoria tutto il Gosho, ma saperne il succo, le parti essenziali. Ciò che più conta non è studiare di per sé, ma mettere in pratica quello che studiamo.
Il Gosho serve per affrontare la vita, ogni persona può trovare un Gosho più adatto a una certa situazione. Quando studiamo per far stare bene gli altri, per trovare le frasi più adatte per incoraggiarli, proviamo una grande gioia.
Inoltre impariamo non solo studiando, ma anche incontrando tante persone diverse, dialogando.
Il problema è che spesso siamo incapaci di imparare: se consideriamo una persona inferiore, non impareremo mai nulla da lei. Ma con l’atteggiamento di imparare da tutti, troviamo il valore in ogni persona che incontriamo. È importante riuscire a sentire che davvero ogni persona è preziosa in egual modo, è un Budda.
Bello o brutto, ricco o povero: non è su questo che dobbiamo basarci.
Riguardo allo studio, un conto è la conoscenza, un altro è la saggezza. Accumulare conoscenza può anche significare avere più saggezza, ma la prima non porta necessariamente alla seconda. La cosa importante è la saggezza.
Una maggiore conoscenza è qualcosa di positivo, ma la saggezza dipende da quello che
desideriamo, dalla direzione che prendiamo con la nostra vita, dalla nostra intenzione. Per quale scopo utilizziamo la conoscenza, per il nostro tornaconto personale o per il bene dell’umanità?
Il punto è utilizzare bene la conoscenza.
L’ideale è interessarsi a tutto, non evitare qualcosa perché non ci interessa.
Nel Buddismo si parla del vero aspetto di tutti i fenomeni: tutti i fenomeni derivano dalla Legge mistica. Si dice anche che il saggio conosce le tre esistenze di passato, presente e futuro. C’è una coerenza profonda tra passato, presente e futuro: osservando il presente, il saggio conosce il passato e indovina il futuro.

Tratto da intervista a TAMOTSU NAKAJIMA, Quando studiamo per far stare bene gli altri, BS 186, pag 5-6

Semplice

Ci sono livelli di semplicità così semplici che se non ci sei abituato possono essere irraggiungibili

Maestro Manzi

Alla prima del suo programma “Non è mai troppo tardi” fece un azzardo: strappò il copione che gli avevano dato e fece una lezione alla sua maniera, improvvisando. Il risultato della “sua maniera” fu che in otto anni, dal 1960 al 1968, circa un milione e mezzo di italiani uscì dall’analfabetismo.

Terminato il programma, con la fama che aveva ottenuto poteva fare qualsiasi cosa. Poteva arricchirsi.

Tornò invece a fare l’insegnante di scuola elementare. Prendendosi, di tanto in tanto, delle pause per dare il proprio contributo a campagne di alfabetizzazione di italiani all’estero. O per insegnare a leggere e a scrivere ai contadini più poveri dell’America latina.

Manzi, che nasceva in questo giorno, fu un uomo di straordinaria intelligenza e sensibilità.

Assieme alla Rai, svolse il compito più grande che si possa immaginare: strappare all’ignoranza tanti nostri concittadini. Ignoranza senza colpa, perché l’Italia di allora era di contadini e operai per i quali l’analfabetismo era dovuto a mancanza di mezzi e tempo. La “didattica a distanza” di mamma Rai colmò questa mancanza.

E se al tempo il risultato fu così straordinario, anche oggi può esserlo, in altre forme.

A Manzi, in questo giorno, il ricordo di tutti noi. Con la gratitudine che gli spetta. Perché questo Paese gli deve moltissimo.